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Carlo Verdone

N/A - Attore (48), Regista (31), Sceneggiatore (29)

photoSicuramente quello che ha costruito la mia carriera è stata la curiosità nell’osservazione della gente più anonima - Carlo Verdone


Uno, nessuno e centomila: tra macchiette e coatti, i volti del nuovo Fregoli della comicità italiana.


Carlo Verdone nasce a Roma il 17 novembre 1950. Il padre Mario è critico cinematografico e direttore per molti anni del Centro Sperimentale di Cinematografia. Questo permette al giovane Carlo di entrare in contatto fin da giovanissimo con il mondo del cinema e di conoscerne autori affermati come Pasolini, Antonioni, Rossellini, De Sica.

Dopo la laurea in Lettere Moderne, Carlo frequenta il Centro diplomandosi in regia nel 1974 con un saggio tratto da Cechov, “Anjuta”, in collaborazione con Christian De Sica e Lino Capolicchio. I precedenti cortometraggi in Super 8 “Poesia solare” (1969, girato con una videocamera vendutagli da Isabella Rossellini), “Allegoria di primavera” ed “Elegia notturna” (1973) sono ormai irrecuperabili.

Parallelamente all’esperienza cinematografica, che prosegue come aiuto-regista, documentarista e si caratterizza per collaborazioni con Franco Zeffirelli e Bernardo Bertolucci, coltiva una naturale propensione alla recitazione, frequentando il “Gruppo Teatro Arte” (diretto dal fratello minore Luca), esperienza che, unita al lavoro di burattinaio alla scuola di Maria Signorelli, fa emergere doti istrioniche e trasformistiche sorprendenti.

Il culmine della sua performance è lo spettacolo "Tali e quali", in scena al teatro Alberichino di Roma, in cui interpreta ben 12 personaggi. I tipi che Verdone caratterizza verranno ripresi nelle future interpretazioni sul grande schermo, non prima di una gavetta in televisione nella trasmissione “Non stop” (in onda su Rai 1 nel 1979). Questa sua abilità nel ricoprire ruoli così diversi, tratteggiati con rapidi ma puntuali accenni e nevrosi, porterà molti a vedere in Verdone l’erede di Leopoldo Fregoli.

Debutta alla regia nel 1980: "Un sacco bello", film a episodi da lui stesso interpretato, gli dà la possibilità di dimostrare la propria versatilità interpretando più personaggi, una formula che riprenderà in seguito e che segna le sue prove migliori.

Fondamentale per la sua carriera l'incontro con Sergio Leone, che, in qualità di produttore, gli darà importanti suggerimenti su come gestire un set in occasione del film "Un sacco bello", pellicola che segna l'inizio di una lunga collaborazione con gli sceneggiatori Leonardo Benvenuti e Piero De Bernardi, che vanta un compositore del calibro di Ennio Morricone e che vince il David di Donatello al Miglior Attore e il Nastro d'Argento al Miglior Attore esordiente.

Nel 1981 in "Bianco, rosso e Verdone" dirige e interpreta tre fortunati personaggi, su cui tornerà anni più tardi, e scarrozza un'irresistibile Sora Lella in giro per l'Italia. Castellano & Pipolo lo dirigono in "Grand Hotel Excelsior" (1982) e nello stesso anno Alberto Sordi, al quale in futuro molti lo accosteranno, lo vuole al suo fianco in "In viaggio con papà" (i due si ritroveranno sul set di "Troppo forte", nel 1986, diretti da Carlo stesso). "Borotalco" (1982), "Acqua e sapone" (1983), "I due carabinieri" (1984), "Io e mia sorella" (1987) gli permettono di dirigere e recitare con Eleonora Giorgi, Christian De Sica, Enrico Montesano e Ornella Muti. Torna "solo" attore nel 1986, per il debutto alla regia del fratello Luca: in "7 chili in 7 giorni" Carlo Verdone e Renato Pozzetto millantano dimagrimenti miracolosi in una casa di cura per obesi.

La verve comica di Verdone si tinge di amarezza nel 1988: in una sorta di "Il grande freddo" all'italiana, un gruppo di amici si riunisce a 15 anni dalla maturità per un bilancio agrodolce delle loro esistenze. Il cast è nutrito: oltre al "Patata" Verdone, De Sica, la Giorgi, Nancy Brilli, Athina Cenci.

Nelle opere seguenti diventa sempre più importante la figura femminile e il rapporto che instaura con l'uomo, spesso succube e nevrotico, all'interno di unioni in crisi: la coppia di amici Verdone - Sergio Castellitto viene messa alla prova dalla bella Ornella Muti in "Stasera a casa di Alice" (1990); in "Maledetto il giorno che t'ho incontrato" (1992, David di Donatello al Miglior Attore Protagonista e Miglior Sceneggiatura) Bernardo è diviso tra Adriana (Elisabetta Pozzi) e Camilla (Margherita Buy); problematici i rapporti anche con Francesca Neri ("Al lupo al lupo", 1992, Nastro d'argento al Miglior Soggetto Originale), Asia Argento ("Perdiamoci di vista", 1994, David di Donatello al Miglior Regista), Claudia Gerini ("Sono pazzo di Iris Blond", 1996).

Nel 1995 con "Viaggi di nozza" torna alla fortunata formula del film a episodi, lasciandosi andare ad alcune delle migliori macchiette della sua carriera e, di nuovo in coppia con la Gerini nell'episodio "Ivano e Jessica", lancia il tormentone "Famolo strano". Dopo la corale ricostruzione dell'identità di Armando Feroci in "Gallo Cedrone" (1998), esplora le conseguenze del successo in "C'era un cinese in coma" (2000), produce (e recita nel ruolo del commissario Damiani) "Zora la vampira" dei Manetti Bros (2001).

La seduta di analisi autogestita di "Ma che colpa abbiamo noi"(2002) porta esplicitamente sullo schermo un aspetto della vita privata del regista che spesso caratterizza i suoi personaggi, così come la passione per la musica (e il rock in particolare: oltre a suonare discretamente la batteria, spesso con l'amico e cantante Antonello Venditti, colleziona chitarre di Jimi Hendrix, Eric Clapton, Jimmy Page).

Nel 2004 Laura Morante e Stefania Rocca sono protagoniste femminili delle coppie scoppiate di "L'amore è eterno finché dura", dopo il quale Verdone compare nelle vesti di attore nel film a episodi di Giovanni Veronesi "Manuale d'amore" (2005), interpretazione che gli vale il Nastro d'argento e il David di Donatello al Miglior Attore non Protagonista. Sul set conosce il giovane Silvio Muccino, che chiamerà nel successivo "Il mio miglior nemico" (2006), una sorta di secondo tempo di "In viaggio con papà" (eccetto per la parentela tra i due), nel quale lo scontro generazionale tra Achille e Orfeo si trasformerà in un'amicizia solidale.

Chiamato nuovamente da Veronesi per "Manuale d'amore 2: capitoli successivi" (2007), parte di un supercast che vanta, tra gli altri, Monica Bellucci, Riccardo Scamarcio, Sergio Rubini e Antonio Albanese, riprende nel 2008, vox populi, alcuni dei suoi più celebri tipi in "Grande, grosso e...Verdone".

Nel 1996 l'Università Sorbona di Parigi gli ha dedicato un omaggio.


(Nicolò Gallio)

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