
Virtuoso contrabbassista, compositore di enorme portata, eccelso pianista,
Charles Mingus è un personaggio chiave per la musica americana del XX secolo.
Nato nel 1922 in una base militare di Nogales, Arizona, cresciuto a Watts in California, muove i primi passi come artista nell’ambito della musica sacra nera.
Spirituals, gospel e blues, sono infatti i modelli dai quali attinge nell’ambito della sua produzione ma è soprattutto
Duke Ellington che eserciterà su di lui una profonda influenza e che fungerà continuamente da esempio per le proprie composizioni. “La mia passione per la musica è nata dopo aver ascoltato Ellington alla radio quando avevo solo otto anni.”
Studia composizione con
Lloyd Reese e prende lezioni dal contrabbassista della New York Philarmonic; giovanissimo, negli anni Quaranta, suona con band importanti e collabora con
Louis Armstrong e
Lionel Hampton.
Si trasferisce a New York nel periodo di maggior fulgore del
bebop e incomincia a suonare con i più rappresentativi esponenti del momento. Collabora con
Charlie Parker,
Miles Davis,
Bud Powell e con il suo maestro ispiratore
Duke Ellington.
Oltre che grande contrabbassista, Mingus è stato anche un ottimo pianista; a metà degli anni Cinquanta fonda con
Max Roach una piccola casa discografica che aveva fra i suoi obiettivi la preservazione e la diffusione della musica jazz tradizionale.
A partire dal 1955 organizza una serie di
workshop all’interno dei quali dava la possibilità a giovani musicisti di suonare ed esprimersi. Sotto l’egida della sua etichetta registra il famoso album
“Mingus at the Bohemia” in collaborazione con lo stesso Roach, mentre pubblica nel 1956
“Pithecanthropus Erectus”, prezioso lavoro che riesce a sintetizzare il jazz vecchia scuola, integrandolo con aperture nei confronti dell'ormai dilagante
free jazz. La produzione di Mingus difficilmente vede album di cattiva fattura, dato che quasi tutti denotano una grandissima qualità ed una notevole caratura.
In questa fase della sua vita artistica, Mingus collabora con musicisti dotati di singolare genialità e talento come
Roland Kirk,
Horace Parlan,
Mal Waldron,
Booker Ervin e soprattutto con il virtuoso polistrumentista
Eric Dolphy. Quest’ultimo è stato uno dei musicisti preferiti di Mingus; le loro differenti ed estreme personalità artistiche risultavano infatti essere assolutamente complementari. Dolphy “incarna l’essenza del blues e dai suoi fiati tirava fuori le grida delle anime dei morti”, che Mingus riteneva di essenziale importanza per suonare questo particolare tipo di musica. Vulcanici e virtuosi, difficili e dotati di una tecnica straordinaria, hanno dato alla luce album destinati a scrivere la storia del jazz come
“Charles Mingus Presents Charles Mingus” del 1960 e
“The Great Concert of Charles Mingus” del 1964.
Nel 1963 registra il suo capolavoro
“The Black Saint and the Sinner Lady”, che a detta di molti rappresenta la summa, il conglomerato all’interno del quale il contrabbassista concentra e riassume la sua idea di musica jazz.
Comincia però per lui un periodo molto buio, economicamente precario, durante il quale entra in conflitto con molte etichette discografiche; ma il problema più grave riguarda la sua instabilità psichica. All’inizio degli anni Settanta pubblica una biografia, “Peggio di un Bastardo”, riceve molti premi e pubblica un nuovo ottimo disco (
“Let My Children Hear Music”) nel 1971. Riprende a lavorare con rinnovata fiducia nonostante le difficoltà, compone altri due validi lavori come
“Changes One” e
“Changes Two”, lavora alla colonna sonora del film
"Todo Modo"prima che gli venga diagnosticata una grave forma di sclerosi che lo accompagnerà fino alla morte, avvenuta a Cuernavaca in Messico nel 1979 per arresto cardiaco. Le sue ceneri sono state sparse nel fiume Gange.
(
Claudio Nigri)
Discografia:
Jazz at Massey Hall(1953);
Mingus at the Cafe Bohemia(1955);
Pithecanthropus Erectus(1956);
The Clown(1957);
Tonight at Noon Atlantic(1957);
Tijuana Moods(1957);
East Coasting(1957);
Mingus Three(1957);
Weary Blues(1958);
Wonderland(1959);
Blues and Roots(1960);
Mingus Ah Um(1959);
Mingus Dynasty(1959,
The Complete 1959 Columbia Recordings(1959);
Better Get it in your Soul(1959);
Nostalgia in Times Square(1959);
Pre-Bird Mingus(1961);
Charles Mingus Presents Charles Mingus(1960);
Mingus at Antibes(1960);
Mingus!(1960);
Oh Yeah(1962);
Money Jungle(1962);
The Complete Town Hall Concert(1962);
The Black Saint and the Sinner Lady(1963);
Mingus Plays Piano(1964);
Mingus Mingus Mingus Mingus Mingus(1963);
Town Hall Concert(1964);
Concertgebow Amsterdam(1964);
The Great Concert of Charles Mingus(1964);
Revenge! The Legendary Paris Concerts(1964);
Mingus In Europe, Volume One(1964);
Mingus In Europe, Volume Two(1964);
Right Now(1964);
Mingus at Monterey(1966);
Let My Children Hear Music(1971);
Charles Mingus and Friends in Concert(1972);
Mingus Moves(1973);
Mingus at Carnegie Hall(1974);
Changes One(1974);
Changes Two(1974);
Cumbia and Jazz Fusion(1977);
Three or Four Shades of Blues(1977);
Me Myself and Eye(1978);
Something Like a Bird(1978);
Three Worlds of Drums(1978);
Passions of a Man(1997);
Thirteen Pictures: the Charles Mingus Anthology(1993);
Ken Burns Jazz Collection: Charles Mingus(2000)