
Attore e regista italiano,
Christian De Sica nasce a Roma il 5 gennaio 1951. Figlio di Vittorio e di Maria Mercader e fratello del compositore Manuel. Dopo la maturità classica si iscrive alla Facoltà di Lettere dell’Università “La Sapienza” di Roma ma abbandona presto gli studi scegliendo la carriera artistica.
Nel 1971 debutta in tv nello sceneggiato diretto da Roberto Rossellini “Blaise Pascal”, mentre nel 1972 esordisce al cinema con il film francese “Paulina 1880” di Jean Louis Bertuccelli. Nel 1973 ottiene una particina nel penultimo film diretto dal padre Vittorio “Una breve vacanza”, che è anche l’ultima fatica in collaborazione con Zavattini. Nel 1976 è diretto da Pupi Avati in “Bordella”, un film contro il consumismo e il cinismo politico, sequestrato per oltraggio al pudore.
Il giovane Christian De Sica è anche nel cast di uno dei film italiani più anarchici, cattivi e dissacranti del tempo, “Liquirizia” (1979) che molti considerano l’opera migliore di Salvatore Samperi. Appassionato cantante, nel 1973 tenta invano la fortuna al Festival di Sanremo, quindi decide di dedicarsi definitivamente alla recitazione e nel 1976 vince il David di Donatello come attore rivelazione in “Giovannino” di Paolo Muzi.
Il 1982 segna il suo ingresso nel mondo della commedia. È il periodo in cui, con il cognato Carlo Verdone, lavora a “Borotalco” prima (1982) e “Acqua e Sapone” poi (1983). Sei anni più tardi verrà nuovamente diretto da Verdone in “Compagni di scuola”. Il 1983 è anche l’anno di un’apparizione in “Viuuulentemente mia”, prima collaborazione con il regista Carlo Vanzina. Protagonista di numerosi campioni d’incasso firmati dallo stesso Vanzina, Neri Parenti e Enrico Oldoini, nel 1985 è tra gli interpreti di “I pompieri” e accanto a lui, tra gli altri, c’è Massimo Boldi.
Con il comico milanese, a partire da “Vacanze di Natale ‘90”, inizia un sodalizio artistico durato quindici anni che li vede protagonisti di una serie di film-panettone vincitori incontrastati del box-office natalizio. Nel 2000 ricevono un David Speciale “per la puntualità nel presentare pellicole di successo ad ogni Natale”. La coppia si scioglie nel 2005, anno in cui decidono di dedicarsi alle loro carriere separatamente. Tra i loro lavori assieme si ricordano la serie di “Vacanze di Natale” e quella di “A spasso nel tempo”, “Paparazzi” (1998), “Tifosi” (1999) e “Christmas in Love” (2004).
Successivamente Christian De Sica ha continuato a lavorare con Neri Parenti in “Natale a New York” (2006) e “Natale in crociera” (2007).Il 1990 segna anche un altro importante passo nella carriera di Christian De Sica e, come il padre Vittorio, esordisce alla regia all’età di 39 anni dirigendo “Faccione” (con Nadia Rinaldi) da lui anche scritto.
L’anno successivo dirige ed interpreta, accanto a Ornella Muti, Anita Ekberg e la mamma Maria Mercader, “Il conte Max”, un omaggio al padre e al vecchio capolavoro di Mario Camerini. Sempre come regista e interprete, firma “Ricky e Barabba” (1993) con Renato Pozzetto. Tra gli altri film diretti c’è “Uomini, uomini, uomini” (1994), storia di quattro amici che vivono con complicazioni varie la loro omosessualità. Ma De Sica si confronta anche con la commedia in costume, nel 1996 dirige “Tre”, un apologo un po’ scontato sulla libertà sessuale. Nel 1998 è la volta di “Simpatici & Antipatici”, una storia in cui vizi e virtù dell’alta borghesia romana vengono messi spietatamente alla berlina.
L’ultimo impegno da regista è del 2005, con “The Clan”, una commedia musicale sul sogno americano e omaggio a Frank Sinatra. Christian De Sica non ha mai abbandonato la sua passione per la musica e nel 1994 pubblica l’album “Solo tre parole”. Con lo spettacolo teatrale “Un americano a Parigi: tributo a George Gershwin” inizia una tournée che sarà un grande successo per due anni consecutivi. Poi il musical autobiografico “Parlami di me”.
Durante la sua lunga carriera non è mancata nemmeno l’esperienza televisiva. De Sica ha partecipato in qualità di conduttore a grandi varietà come “Alle 7 della sera” (1974) per la regia di Francesco Dama, “La compagnia stabile della canzone” (1976) con la regia di Enzo Trapani e “Bambole non c’è una lira” (1977), “Studio 80” (1979, '80 e '81), “Due come noi” (1979), “A come Alice” (1982), “Cinema che follia” (1988) tutti diretti da Antonello Falqui.
Tra le altre cose, ha diretto spot pubblicitari per “Fiat” e “Telepiù” ed è apparso, come protagonista, in quelli del “Parmacotto” e della “Tim”.
Grande ammiratore di Marlon Brando, "Brando" sarà il nome che Christian darà al suo primogenito, in virtù della stima nei confronti del grande interprete statunitense. La critica, poi, ha spesso alluso a delle contaminazioni, nella sua recitazione, dello stile di Alberto Sordi, dal quale De Sica ha preso esempio per svariate maschere ed espressioni.
(
Daniela Tonti)