
Ormai giunto alla boa dei quarant'anni di carriera,
Elton John (vero nome Reginald Kenneth Dwight, nato il 25 marzo del 1947 a Pinner, nel Middlesex inglese) è una vera e propria istituzione del pop inglese. Cantante e pianista, ha scritto pagine importanti del pop d'autore, quasi sempre in tandem con il paroliere Bernie Taupin, ricevendo in tempi recenti anche la nomina di baronetto.
Dopo aver studiato pianoforte e frequentato la prestigiosa Royal Academy of Music, il giovane Reginald Dwight inizia la sua carriera nei primi anni '60 come membro dei
Bluesology, proponendosi come cantante, pianista e autore. La formazione inizia a girare l'Inghilterra in tour, spesso come spalla di cantanti e gruppi americani del momento, e nel 1966 accoglie tra le fila il cantante
Long John Baldry, che ruba la leadership a Dwight, divenendo il frontman e principale autore.
Nel frattempo il giovane Dwight conosce un paroliere di notevole talento, un diciassettenne di nome
Bernie Taupin, che per tanti anni resterà suo collaboratore fisso, nonostante i bizzarri termini della loro partneship - Taupin scrive le sue lyrics mandandole via posta al cantante che le mette in musica, e la leggenda vuole che i due non si incontreranno mai di persona se non molti anni più tardi. Ormai deciso a tentare la carriera solista, Dwight prende come nome d'arte
Elton John - combinazione di
Long John Baldry ed
Elton Dean, altro membro dei
Bluesology - e incide per la
Dick James Music Publisher (presto
DJM) i primi singoli, "I've Been Loving You Too Long" e "Lady Samantha", che non lasciano traccia nelle
charts.
Nei tre anni successivi, un
Elton John alla disperata ricerca dell'occasione fa il session man per gli
Hollies, propone alla cantante
Lulu una propria canzone (che però non viene accettata) per il festival
Eurovision, cerca persino di entrare nei
King Crimson ma non passa le audizioni. A consolarlo arrivano i responsi giunti dagli USA, decisamente più incoraggianti; la sua "Lady Samantha" viene ripresa con qualche successo dai
Three Dog Night, mentre la
MCA lo scrittura per un tour, che Elton John intraprende spalleggiato da
Caleb Quaye (chitarista, ex
Bluesology e suo contatto alla
DJM),
Dee Murray e
Nigel Olson. Il tour spinge il suo album eponimo, uscito nel 1970, nelle zone alte delle classifiche statunitensi, seguito a ruota da quelle europee; il disco, prodotto da
Gus Dudgeon e arrangiato da
Paul Buckmaster, contiene una delle sue canzoni più celebri, "Your Song".
Da lì in poi la carriera di
Elton John subisce una notevole impennata, e il cantante/pianista produce nel giro di pochi anni una serie di dischi oramai divenuti classici del pop rock anni '70:
"Madman Across the Water" (con "Tiny Dancer" e "Levon"),
"Rocket Man" (con la celebre title track, nella band di Elton entra quello che diverrà il suo chitarrista storico,
Davey Johnstone),
"Don't Shoot Me I'm Only the Piano Player" ("Daniel", "Crocodile Rock") e, soprattutto, il doppio
"Goodbye Yellow Brick Road". Quel disco, considerato il suo capolavoro di quella decade, è in pratica un riuscito sussidiario di tutti gli stili toccati con classe e passione da
Elton John di quegli anni, dal rock'n'roll tirato di "Saturday Night's Alright for Fighting" al quasi
prog di "Funeral for a Friend/Love Lies Bleeding", dalla romantica ballad dedicata a
Marilyn Monroe "Candle in the Wind" al reggae di "Jamaica Jerk-off".
Il periodo d'oro degli anni settanta si conclude per
Elton John con i dischi
"Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy" (un concept album concepito con la stretta collaborazione di Taupin) e
"Rock of the Westies".Da metà anni settanta in poi, le esibizioni di
Elton John si diradano così come - in parte - le uscite discografiche, a causa del declino personale dell'artista, sempre più preso da droghe e depressione (tenterà anche il suicidio). Sono da segnalare la sua partecipazione al film
"Tommy" di
Ken Russell, ispirato all'opera degli
Who, come pure il primo, timido
coming out in una celebre intervista a
Rolling Stone, in cui
Elton John si dichiarava bisessuale. A coronare il periodo negativo interviene anche la separazione artistica da
Bernie Taupin.
Gli anni '80 non iniziano bene per
Elton John, con dischi forse penalizzati da un lavoro di produzione troppo pulito e ammiccanti al tipico "airbrushed sound" che ha molto spesso definito il pop di quegli anni. Se non altro, riprende i contatti con Taupin (a partire dal disco
"Too Low for Zero") e rimane, sempre e comunque, un artista di primo livello dal punto di vista commerciale, anche se non tutti i dischi entrano nelle zone alte delle classifiche.
Per quanto riguarda la sua vita privata, fa scalpore un suo matrimonio "di facciata" con Renate Bauer (ma ci aveva già provato qualche anno prima, pur senza arrivare a scambiarsi i voti, con l'ereditiera Linda Woodroof), che naufraga dopo qualche anno, quando
Elton John confesserà apertamente la propria omosessualità. Proprio al progressivo
coming out dell'artista sembrano legate una serie di iniziative benefiche che lo vedono coinvolto, dal
Live Aid al
Prince's Trust Concert al singolo benefico "That's What Friends Are For", concludendo con il
Freddie Mercury Concert, concerto commemorativo per il cantante dei
Queen, gay e vittima dell'AIDS.
E' un
Elton John più sobrio quello che affronta gli anni '90; liberatosi degli orpelli scenici che l'avevano reso celebre negli anni '70, pubblica nel 1992
"The One" (parte dei ricavi di questo e dei suoi dischi futuri verranno donati alla ricerca per l'AIDS) e si gode il periodo autocelebrativo iniziato prima con una doppia raccolta di successi e proseguito con un tribute album (
"Two Rooms - Celebrating the Songs of Elton John and Bernie Taupin") che vedeva la partecipazione di un impressionante numero di ospiti celebri (
George Michael,
Jon Bon Jovi,
Eric Clapton,
Who,
Kate Bush,
Phil Collins ed altri ancora). Lo stesso
Elton John contribuisce a consolidare il trend con un album di duetti (
George Michael,
Leonard Cohen,
Tammy Wynette,
k.d. lang ed altri) in cui reinterpreta suoi vecchi successi e brani altrui - la hit, in questo caso, è "Don't Go Breaking My Heart", rifacimento in chiave dance cantato in coppia con la
drag queen RuPaul.
Negli ultimi dieci anni il cantante ha proseguito degnamente la propria carriera discografica (spiccano, pur negli arcinoti canoni eltoniani, gli album
"Made in England" e
"The Big Picture" più diverse colonne sonore tra cui
"Il Re Leone", film d'animazione per
Walt Disney,
"The Muse",
"The Road to El-Dorado") e, soprattutto, si è costantemente tenuto al centro dell'attenzione per le sue frequentazioni celebri e le sue partecipazioni a iniziative benefiche - su tutte, la re-release del singolo "Candle in the Wind" nel 1997, con il testo parzialmente riscritto in onore di Lady Diana, tragicamente deceduta.
Oggi,
Elton John è un sessantenne assolutamente a suo agio con l'aura di mito del pop che lo circonda. Da tempo compagno di vita di David Furnish, continua a fare concerti, partecipare a dischi di colleghi e inciderne di propri, nonostante occasionali annunci di ritiro. L'ultimo disco di Elton è
"The Captain & the Kid" (2006), sequel del
concept album di trent'anni prima e scritto con la partecipazione del fedele
Bernie Taupin.
DiscografiaDiscografia in studio: Empty Sky (1969),
Elton John (1970),
Tumbleweed Connection (1970),
Madman Across the Water (1971),
Honky Château (1972),
Don't Shoot Me I'm Only the Piano Player (1973),
Goodbye Yellow Brick Road (1973),
Caribou (1974),
Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy (1975),
Rock of the Westies (1975),
Blue Moves (1976),
A Single Man (1978),
Victim of Love (1979),
21 at 33 (1980),
The Fox (1981),
Jump Up! (1982),
Too Low for Zero (1983),
Breaking Hearts (1984),
Ice on Fire (1985),
Leather Jackets (1986),
Reg Strikes Back (1988),
Sleeping with the Past (1989),
The One (1992),
Duets (1993),
Made in England (1995),
The Big Picture (1997),
Songs from the West Coast (2001),
Peachtree Road (2004),
The Captain & The Kid (2006)
Live album: 11-17-70 (1971),
Here and There (1976),
Elton John live in Australia with the Melbourne Symphony Orchestra (1987),
Face To Face In Japan (1998),
Elton John One Night Only (2000)
Colonne sonore: The Games (1970),
Friends (1971),
The Lion King (1994),
Elton John and Tim Rice's Aida (1998),
The Muse (1999),
The Road to El Dorado (2000),
Billy Elliot The Musical (2005)
Raccolte e compilation: Elton John's Greatest Hits (1974),
Elton John's Greatest Hits Volume II (1977),
Lady Samantha (1980),
Elton John's Milestones (1980),
Elton John's Your Songs (1985),
Elton John's Greatest Hits Vol. 3 (1987),
Elton John's To Be Continued (1990),
The Very Best of Elton John (1990),
Rare Masters (1992),
Elton John's Greatest Hits 1976-1986 (1992),
Chartbusters Go Pop! 20 Legendary Covers from 1969/70 as Sung by Elton John (1994),
Classic Elton John (1994),
Elton John's Love Songs (1996),
Elton John's Greatest Hits 1970-2002 (2002),
Elton John's Christmas Party (2005),
Elton John's Rocket Man: The Definitive Hits (2007).