Gary Winick nasce nel 1961. Dopo essersi diplomato presso l'
American Film Institute gira due thriller per il mercato home video, "
Curfew - Ora di sangue" (1989) e "
Sotto la pioggia" (1991). Nel 1996 debutta sul grande schermo con "
A un passo dalla fine", storia di un padre che per offrire una vita più agiata alla famiglia inizia a spacciare crack, cadendo nel baratro della dipendenza; del 1999 è invece "
Tic Code", film su un talentuoso pianista dodicenne affetto dalla sindrome di Tourette (una malattia rara che causa in chi ne è affetto una temporanea perdita di controllo dei movimenti corporei).
Nel 2000 gira un film in digitale, "
Sam the Man", commedia dolceamara (influenzata dallo stile di
Woody Allen) su uno scrittore in crisi creativa e sentimentale; nel 2002, con un altro film in digitale ("
Tadpole - Un giovane seduttore a New York"), vince il premio di
Miglior regista al
Sundance Film Festival, famosa vetrina del cinema indipendente patrocinata da
Robert Redford. Il titolo ("
tadpole" significa girino) si riferisce all'età del protagonista, un quindicenne colto e affascinante che parla francese, cita
Voltaire ed è innamorato della propria matrigna (
Sigourney Weaver), alla quale intende dichiararsi in occasione del suo rientro dal collegio per il giorno del Ringraziamento.
Nel 2004 dirige
Jennifer Garner (la protagonista del noto telefilm
Alias) nella commedia "
30 anni in 1 secondo" in cui, sulle orme dell'italiano "
Da grande" (e del suo
remake statunitense "
Big"), una tredicenne insicura e piena di problemi - dopo l'ennesima cocente delusione - esprime il desiderio di crescere all'istante, ritrovandosi magicamente nel corpo di una trentenne.
La predilezione del regista per il tema dell'infanzia e dell'adolescenza emerge anche nel film successivo, "
La tela di Carlotta" (2006), fiaba ispirata all'omonimo libro scritto nel 1952 da
E. B. White e divenuto ben presto negli U.S.A. un classico della letteratura per l'infanzia (nel 1973 ne era già stata tratta una versione a cartoni animati, prodotta da
Hanna e
Barbera). Protagonista è
Wilbur, un maialino salvato da morte precoce da una bambina (
Dakota Fanning) che decide di adottarlo, portandolo nella fattoria in cui vive: la bestiola sarebbe comunque destinata a finire in pentola, ma verrrà aiutata dagli altri animali della fattoria e soprattutto dal ragno
Carlotta, un'abilissima tessitrice di ragnatele.
La pellicola, che vanta un cast di prim'ordine al doppiaggio (da
Julia Roberts a
Steve Buscemi, da
Kathy Bates al già citato Redford), è una favola garbata che per certi aspetti ricorda quella di "
Babe - Maialino coraggioso": simile è la trama è simile ne è la realizzazione, ottenuta integrando le riprese dal vero con l'animazione in
computer graphics.
Nell'estate del 1999 Winick ha fondato con alcuni soci una casa di produzione, la
Independent Digital Entertainment (
InDigEnt): sulla scia del collettivo danese
Dogma 95 (promosso tra gli altri dal famoso cineasta
Lars von Trier) e del cinema "povero" di
John Cassavetes, la società realizza solamente film girati in digitale, offrendo piena libertà alla ricerca espressiva degli autori grazie al basso costo delle produzioni (l'acronimo
InDigEnt non è casuale).
Ad oggi, la società ha già prodotto ben diciassette film, fra i quali si possono ricordare "
Chelsea Walls" (2001) di
Ethan Hawke, "
Tape" (2001) di
Richard Linklater, "
Lonesome Jim" (2005) di Steve Buscemi e "
La terra dell'abbondanza" (2004) del maestro
Wim Wenders.
(
Andrea Diamante)