Io non sono un artista. Mi considero un buon artigiano e non è detto che il mio cinema non raggiunga per questo l'artisticità del risultato -
Luigi ComenciniLuigi Comencini, padre della commedia all'italiana ed esponente magistrale del nostro cinema, nasce a Salò l'8 giugno 1916. Dopo gli studi universitari e la laurea in architettura, si dedica alla critica cinematografica sostenendo la necessità di "conservare" il cinema inteso come patrimonio artistico. Tale convincimento lo spingerà a fondare, insieme ad
Alberto Lattuada, la Cineteca Italiana, il primo luogo dove sarà archiviata la produzione filmica nazionale.
Comencini debutta come regista nel 1946 con il documentario "
Bambini in città" cui segue il lungometraggio "
Probito rubare". In entrambi, i protagonisti sono bambini e le loro esistenze in situazioni di povertà materiale e intellettuale. Questo tema sarà caro al regista per tutto l'arco della lunga carriera.
Il grande successo arriva con i due film "
Pane, amore e fantasia" del 1953 e "
Pane, amore e gelosia" dell'anno successivo. I protagonisti sono
Vittorio De Sica e
Gina Lollobrigida, animatori di una vicenda semplice quanto memorabile, tipica di quello che verrà definito
realismo rosa, un filone del neorealismo caratterizzato, però, da più divagazioni umoristiche e dalla varietà degli intrecci amorosi.
Nel corso degli anni '60 sperimenta la commedia all'italiana, un genere che ha registrato i numerosi cambiamenti nella società italiana. Si ricorda lo splendido "
Tutti a casa" su soggetto di
Age &
Scarpelli con
Alberto Sordi e
Eduardo De Filippo. Il film, ambientato nel 1943, descrive il disorientamento dell'esercito italiano nel post armistizio. In ogni caso, la vicenda unisce ironia e dramma sullo sfondo della grande Storia vissuta nel quotidiano.
Il memorabile "
La ragazza di Bube", tratto dall'omonimo romanzo di Cassola e interpretato da
Claudia Cardinale, propone la vicenda storica e umana della Resistenza come sfondo di una storia d'amore. Seguono il malinconico "
L'incompreso" con
Antony Qualy e "
Lo scopone scientifico" con Alberto Sordi,
Silvana Mangano e
Bette Davis.
Comencini, tuttavia, è un regista impegnato, mai estraneo alle vicende politiche e sociali del suo tempo. Nel 1971 firma con altri 800 intellettuali il famoso documento pubblicato dal settimanale
L'Espresso che critica apertamente il commissario Calabresi accusato dell'omicidio dell'anarchico Pinelli.
Lo stesso anno gira per la televisione l'indimenticabile miniserie "Le avventure di Pinocchio" con
Nino Manfredi, Gina Lollobrigida,
Franco Franchi e
Ciccio Ingrassia. Comencini concepisce la storia del famoso burattino con una dose di poesia e malinconia che forse manca nell'originale letterario. Complice anche la bellissima colonna sonora di
Fiorenzo Carpi, la fiction avrà un notevole successo confermato nelle repliche ancora oggi trasmesse. Il successo verrà bissato dalla serie televisiva "Cuore" del 1984 con
Johnny Dorelli,
Giuliana De Sio ed Eduardo De Filippo.
Gli anni '80 segnano la fine della commedia all'italiana e, inesorabilmente, la fine della sua capacità di indagare ed esprimere le contraddizioni della società italiana. Comencini continuerà a dirigere cercando una costante compresenza di satira e riflessione, talvolta amara. Ne è un esempio il film del 1982 "
Cercasi Gesù" con
Beppe Grillo. Il protagonista è al centro di surreali episodi che mettono in rilievo le ipocrisie della religione e dei suoi feticci.
Le ultime produzioni di Comencini sono: "La Storia" del 1986, tratto dal romanzo di Elsa Morante e prodotto dalla RAI, "
La Boheme" del 1987, "
Un ragazzo di Calabria" del 1987 con
Gian Maria Volontè e
Diego Abatantuono, "
Buon Natale, buon anno" del 1989 con
Virna Lisi e "
Marcellino pane e vino" del 1991 con
Ida Di Benedetto.
Comencini muore a Roma il 6 aprile 2007 all'età di 91 anni. Due delle sue quattro figlie,
Francesca e
Cristina, hanno seguito il padre nella professione e, ad oggi, sono tra le più autorevoli registe italiane.
(
Luigia Bencivenga)