Marco Bellocchio è uno dei più importanti registi del cinema d'autore italiano.
Nato a Bobbio (Pc) nel 1939, fin da bambino mostra grande interesse per il cinema. Durante gli studi primari fatti alla scuola salesiana, fermenta in lui una sorta di anticlericalismo, che diventerà uno dei principali temi della sua opera. La sua quarantennale carriera sarà costellata di opere in cui spesso l'autore manifesterà le sue idiosincrasie verso i fatti e i turbamenti della società italiana.
Nel 1959 Bellocchio si trasferisce a Londra per studiare cinematografia, e nel 1966 esordisce con il primo lungometraggio, "
I pugni in tasca". Il film, interpretato da
Lou Castel e
Paola Pitagora, sarà uno scandalo a causa del suo anticonformismo. Bellocchio cavalca il filone del cinema politico con il successivo "
La Cina è vicina", e nel 1969 partecipa al film collettivo "
Amore e rabbia", insieme ad altri registi che potremmo definire "impegnati", quali
Bernardo Bertolucci,
Jean Luc Godard,
Carlo Lizzani e
Pier Paolo Pasolini.
Del 1972 è "
Nel nome del padre", che rievoca l'infanzia turbolenta trascorsa negli istituti religiosi. Nell'anno successivo dirige
Gian Maria Volonté in "
Sbatti il mostro in prima pagina", mentre è del 1975 il film denuncia "
Tutti o nessuno - Matti da slegare", diretto insieme a
Silvano Agosti e alla coppia
Stefano Rulli e
Sandro Petraglia.
Nel 1978 Bellocchio conosce lo psichiatra Massimo Fagioli, con il quale inizia una collaborazione artistica. Per tutti gli anni ottanta la sua opera artistica andrà nella direzione della ricerca di un simbolismo intimo, che non sempre verrà capito o apprezzato dal pubblico. Nascono lavori come "
Armonica a bocca", "
Enrico IV", dove compare
Marcello Mastroianni, "
Il sogno della farfalla e "
Il diavolo in corpo", con
Maruschka Detmers. Questi film segnano un periodo di intensa riflessione nel regista che, pur non avendo grossi riscontri di pubblico e di critica, continuerà ad approfondire le tematiche a lui care, quali il rapporto tra fede e libero arbitrio, tra morale e dogma.
Negli anni novanta Bellocchio trae da Luigi Pirandello "
La Balia", con
Fabrizio Bentivoglio e
Valeria Bruni Tedeschi.
Ma il cercato successo di critica e di pubblico arriverà solo all'inizio degli anni duemila con "
L'ora di religione", storia del turbamento di un illustratore quarantenne (interpretato da
Sergio Castellitto), che si trova ad assistere alla possibile beatificazione da parte della Curia.
Nel 2003 Bellocchio presenta alla Mostra del cinema di Venezia il film "
Buongiorno, notte", storia degli ultimi giorni di prigionia di Aldo Moro nel covo delle Brigate Rosse: tra gli interpreti,
Luigi Lo Cascio,
Maya Sansa e
Roberto Herlitzka, quest'ultimo nel ruolo dell'onorevole.
Nel 2006,
Marco Bellocchio si candida alla Camera dei Deputati con il partito de "La Rosa nel pugno". Lo stesso anno gira "
Il regista di matrimoni", di nuovo con Castellitto, e con
Donatella Finocchiaro e
Gianni Cavina.
(
Nino Scaffidi)