
L'interprete femminile campionessa di vendite degli anni Novanta,
Mariah Carey è ascesa allo star system mondiale grazie a una voce dall'estensione di ben cinque ottave; un talento notevole e versatile, capace di passare con agilità dalle ballate patinate, al dance pop, all'hip hop, sfidando ad armi pari le rivali
Whitney Houston e
Celine Dion.
Nata a Long Island, NY, il 27 marzo del 1970, la Carey si trasferì nella Grande Mela all'età di diciassette anni per intraprendere una carriera nel mondo della musica; come prima attività lavorativa fece da assistente al tastierista
Ben Margulies, al fianco del quale iniziò a comporre le sue prime canzoni. Un decisivo passo avanti nella sua carriera lo ottenne nel ruolo di corista nelle sessioni in studio per la cantante dance pop
Brenda K. Starr che, una volta ricevuto un demo dalla Carey, si premurò per consegnarlo direttamente al capo della
Columbia Records Tommy Mottola nel corso di una festa. Secondo la leggenda, Mottola ascoltò quel nastro nella sua limousine quella stessa notte sulla via di ritorno a casa e fu talmente colpito dal talento della giovane che ritornò alla festa per poterla ritracciare.
Dopo aver firmato per la
Columbia, la Carey entrò in sala di registrazione nel 1990 per lavorare sul suo LP di debutto, che prese il nome dalla sua stessa interprete; l'album, che godette di una forte promozione, si rivelò un vero successo di classifica lanciando non meno di quattro singoli al numero uno: "Vision of Love", "Love Takes Time", "Someday" e "I Don't Wanna Cry". Grazie a questo successo la Carey si guadagnò il Grammy come miglior artista emergente e miglior vocalist femminile, accrescendo le aspettative per il secondo album, inciso l'anno seguente con il titolo
"Emotions". Che non andarono deluse: il pezzo che dava il titolo all' intero disco raggiunse la prima posizione, mentre sia "Can't Let Go" che "Make It Happen" si piazzarono nella Top Five. La stessa miscela di ballate dance/R&B che dette al debutto della Carey un successo di pubblico incredibile, si ripeteva con eguale forza nella nuova release.
A partire dal suo primo album,
Mariah Carey fu co-autrice di quasi ogni canzone da lei registrata, lavorando al fianco di artisti come Marguiles,
Walter Afanasieff e molti altri. "Vision of Love" sarà il modello per le sue migliori canzoni: melodia e arrangiamento studiati per la sua voce, così che i suoi virtuosismi vocali sembrino parte della canzone stessa e non solo un'inutile orpello, mentre i testi toccano le tematiche dei sogni e della lotta per emergere da soli.
L'uscita discografia successiva fu l'EP
"MTV Unplugged" del 1992, il cui singolo fu una riuscita cover dei
Jackson 5 "I'll Be There"; il pezzo vedeva anche la partecipazione del cantante
Trey Lorenz - una collaborazione che fruttò a quest'ultimo un contratto per conto suo. Questa performance dipinge in maniera perfetta l'ascesa di una grande voce pop/soul dall'età dell'innocenza alla maturità vocale, in un'ambientazione intima ed acustica.
Nel giugno del 1993 la Carey sposò
Tommy Mottola con una cerimonia sfarzosa e degna del matrimonio tra la star del momento e il suo pigmalione; pochi mesi dopo pubblicò il suo terzo lavoro
"Music Box', ben presto il suo disco più venduto. I due singoli "Dreamlover" ed "Hero" raggiunsero la prima posizione delle classifiche. Ne seguì il tour promozionale, ferocemente denigrato dalla critica. Imperterrita, la Carey ritornò in attivo nel 1994 con album natalizio,
"Merry Christmas", da cui venne tratto l'ennesimo successo "All I Want for Christmas Is You."
"Daydream" (1995) riflesse una nuova maturità artistica; il primo singolo "Fantasy" debuttò alla prima posizione decretando la Carey la prima artista femminile e la seconda performer a raggiungere la cima delle classifiche con tale, impressionante continuità. Il seguente, "One Sweet Day" — una collaborazione con i
Boyz II Men — ripetè il successo dei singoli precedenti, restando ai vertici delle classifiche per ben 16 settimane.
A guastare il successo della cantante, il fallimento del matrimonio con Mottola, da cui si separò nel 1997 per poi divorziare definitivamente l'anno successivo.
"Butterfly" (1997) fu il secondo album consecutivo a debuttare alla prima posizione delle classifiche, proseguendo l'evoluzione verso l'R&B e l'Hip Hop che vedeva la Carey abbandonare il pop degli inizi. Anche il primo singolo "Honey" entrò (terzo singolo a riuscire nell'impresa) al primo posto negli Stati Uniti, accompagnato da un videoclip che mostrava la
Mariah Carey più sensuale che mai - un netto stacco dall'immagine pulita e adolescenziale che l'aveva accompagnata fino a quel momento. Tra gli altri brani del disco, "The Roof", "Breakdown", "My All" (altro numero uno, il tredicesimo) e "The Prince of Egypt (When You Believe)", duetto con
Whitney Houston.
Nel 1998 ecco arrivare la prima raccolta di successi, con quattro nuove canzoni, mentre il suo status di diva, nel bene e nel male, venne confermato dalla chiamata al programma
VH1 Divas in compagnia di
Aretha Franklin,
Céline Dion,
Gloria Estefan e
Shania Twain.
Nel 1999 uscì l'album
"Rainbow" che, come già
"Butterfly", affiancava ai brani pop altri più orientati all'hip-hop. Il singolo “Heartbreaker” venne accusato di tentare di rifarsi a troppi generi differenti; divenne però disco di platino e il quattordicesimo successo da Hot 100 della carriera della Carey. Il secondo singolo, "Thank God I Found You", ripetè l'impresa confermando però un calo nelle quotazioni della cantante, che intanto incideva nuovi singoli con con le boy band
98 Degrees e
Westlife. Alla fine del millennio, malgrado alcuni segnali preoccupanti, la carriera di Mariah appariva all'apice, avendo appena festeggiato il quindicesimo #1; dal suo debutto di 10 anni prima la Carey poteva vantare 26 brani consecutivi nella top twenty, diversi premi vinti e un contratto da ben 80 milioni di dollari per la
Virgin. Però, la pressione per le altissime aspettattive professionali, unita a fallimenti come
"Glitter" (2001, mai decollato nonostante il massiccio battage pubblicitario, che comprendeva addirittura
un film con la Carey per protagonista) e a un pessimo periodo sul piano personale (vita sentimentale instabile, problemi con la famiglia, depressione) indussero la cantante addirittura a ritirarsi per un breve periodo.
Gli anni successivi hanno visto
Mariah Carey recitare in un film indie (
"Wisegirls", del 2002) e incidere album sottotono (
"Charmbracelet", sempre del 2002) prima di tornare al successo con
"The Emancipation of Mimi" (2005), inciso con una pletora di collavoratori (tra cui
The Neptunes,
Kanye West e l'abituale collaboratore
Jermaine Dupri) e contenente singoli finalmente da numero uno come "We Belong Together", "Don't Forget About Us" ed altri ancora. All'album è seguito un tour di successo.
Con questo ritorno alla forma,
Mariah Carey si è confermata uno degli artisti commercialmente più importanti degli ultimi 15 anni, seconda solo ad
Elvis Presley in quanto a risultati in classifica - cosa che le ha fatto guadagnare l'ambita stella nella Hollywood Walk of Fame nel 2007.
Attualmente,
Mariah Carey è impegnata nelle registrazioni per il suo nuovo album.
Discografia Completa Mariah Carey (1990),
Emotions (1991),
MTV Unplugged (1992, acustico dal vivo),
Music Box (1993),
Merry Christmas (1994),
Daydream (1995),
Butterfly (1997),
#1's (1998, raccolta di successi),
Rainbow (1999),
Valentines (2000, in esclusiva per la catena americana Wal-Mart),
Glitter (2001),
Greatest Hits (2001, raccolta di successi),
Charmbracelet (2002),
The Remixes (2003, raccolta di remix),
The Emancipation of Mimi (2005)