Marino Girolami
N/A - Regista (23), Produttore (6), Sceneggiatore (12)
Regista e sceneggiatore italiano, Marino Girolami nasce a Roma nel 1914. Autore di decine di commedie, dopo aver studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia, lavora come aiuto regista di Mario Soldati e Renato Castellani. Ha diretto molti film, sotto svariati pseudonimi, fra cui "Franco Martinelli" e "Frank Martin".
Marino Girolami esordisce alla regia nel 1949, con “La strada buia”, realizzato con la collaborazione di Sidney Saikow. Nel 1950 lavora alla regia di “Noi due soli” di Vittorio Metz con Walter Chiari. Successivamente dirige una serie di commedie interpretate da Walter Chiari tra le quali “Era lei che lo voleva” (1953), “Caccia al marito” (1960) e“Bellezze sulla spiaggia” (1961).
Negli anni sessanta Girolami cavalca il filone napoletano contraddistinto dalla presenza di cantanti popolarissimi che assicura il successo finale del prodotto. Un esempio sono i film interpretati dal “reuccio della canzone”, Claudio Villa, tra i quali ricordiamo “Sette canzoni per sette sorelle” (1957) e “C’è un sentiero nel cielo” (1957).
Sono anni in cui Girolami firma un centinaio di commedie, molte delle quali sbancano al box office. Come autore firma il soggetto di “Campo dei fiori”, interpretato da Anna Magnani e Aldo Fabrizi. Tra le regie ricordiamo “La ragazza sotto il lenzuolo” (1961), “Queste pazze, pazze donne” (1964) e “Risate all’italiana” (1964).
Negli anni settanta, dopo “Decameron proibitissimo - Boccaccio mio statte zitto” (1972) che ricalca la scia del successo del Decameron pasoliniano, Girolami si misura con le commedie "scollacciate", che la critica considera un assemblaggio di barzellette goliardiche e battute a doppio senso. È il caso di “Maria Rosa la guardona” (1973) e “4 marmittoni alle grandi manovre” (1973), entrambi firmati con lo pseudonimo di Franco Martinelli.
Con lo stesso pseudonimo dirige “Kakkientruppen” (1977) uno sgangherato tentativo di sfruttare il successo delle strisce Strumtruppen di Bonvi. Nel 1979 è la volta di “Dove vai se il vizietto non ce l’hai” (1979), una delle commedie erotiche più audaci dell’epoca.
A meta degli anni Ottanta decide di ritirarsi dal cinema. È il padre del regista Enzo G. Castellari. Muore a Roma dopo una breve malattia nel 1994.
Daniela Tonti
DVD Film realizzati
- Come regista
- Come sceneggiatore
- Come produttore
Alias
- Franco Martinelli
- Frank Martin