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Paolo Villaggio

N/A - Attore (75), Regista (1), Sceneggiatore (10)

photoAdesso, persino a Genova, dove per anni mi hanno considerato un coglione, se mi vedono allo stadio mi applaudono. Anche i critici mi amano. Vuol dire che la morte si sta avvicinando - Paolo Villaggio


Attore, scrittore e comico italiano, Paolo Villaggio grazie alla sua grottesca e cinica ironia è stato uno dei primi attori brillanti in Italia. La sua fortuna è legata alla sua creatura più popolare, il ragioner Ugo Fantozzi, maschera di satira sociale e stereotipo del dipendente frustrato, meschino e sottomesso.


Paolo Villaggio nasce a Genova il 31 dicembre 1932, dove passa un'infanzia povera a causa della guerra. Dirà in proposito: "In quel periodo facevo una dieta, dettata non dalla voglia di apparire ma dalla povertà". Tra i suoi amici di infanzia figura il grande cantautore Fabrizio De André, con il quale Villaggio si lega in una strettissima amicizia che durerà fino alla prematura scomparsa di quest'ultimo nel gennaio 1999.

In seguito, Villaggio frequenta il liceo classico "Andrea Doria" e dopo gli studi intraprende varie esperienze lavorative, dal cameriere allo speaker della BBC, dal cabarettista all'intrattenitore su una nave da crociera (la "Francesco C", sulla quale lavorano anche De André come direttore dell'orchestra di prima classe e Silvio Berlusconi come pianista), dal teatro al lavoro impiegatizio presso la Cosider: sarà proprio durante quest'esperienza che verrà alla luce la mitica figura del ragionier Ugo Fantozzi, personaggio chiaramente autobiografico che in seguito gli regalerà una popolarità enorme. Villaggio è anche autore del testo della canzone "Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers", musicata e cantata dall'amico De André.

Ma il vero destino di Paolo Villaggio è quello della carriera attoriale ("Io e mio fratello - confessa in un'intervista - da bambini, ci travestivamo da suonatori lituani e andavamo in giro per le strade di Nervi con un piffero di legno e un violino senza corde"). A scoprire il suo talento è Maurizio Costanzo, che gli consiglia di esibirsi in un cabaret di Roma. Villaggio passa quindi alla televisione, dove viene introdotto da Giovanni Salvi, partecipando al programma "Quelli della domenica" dove presenta i suoi personaggi più importanti: l'aggressivo professor Kranz, l'ipocrita Giandomenico Fracchia e il già citato ragionier Fantozzi, che poco dopo diventa protagonista di una breve serie di racconti pubblicati da L'Espresso in cui appaiono anche i suoi compagni di sventure: la moglie Pina, la mostruosa figlia Mariangela, il ragionier Filini, la signorina Silvani e il "megadirettore galattico" con la sua poltrona di pelle umana.

L'esordio al cinema è datato 1969, con una parte nel film "I quattro del Paternoster" di Ruggero Deodato, cui seguirà una scritturazione importante per "Brancaleone alle crociate" di Mario Monicelli. Grazie al successo del best-seller ricavato dai racconti pubblicati su L'Espresso, il ragionier Fantozzi nel 1975 irrompe nelle sale cinematografiche nell'omonima pellicola "Fantozzi" diretta da Luciano Salce. A questo primo episodio della tragica saga ne seguiranno altri nove (l'ultimo è "Fantozzi 2000 - La clonazione"), uno diretto dallo stesso Salce, sette da Neri Parenti e uno da Domenico Saverini.
Il personaggio di Fantozzi ha riscosso un enorme successo anche in Unione Sovietica, dove è ancora attuale la lapidaria sentenza sul film La corazzata Potemkin ("è una cagata pazzesca!") che per colpa o merito dello sfortunato ragioniere in Italia venne poi praticamente bandito dai cineforum aziendali e parrocchiali.

Paolo Villaggio è stato protagonista anche di altri fortunati film comici - da quelli con protagonista Giandomenico Fracchia a "Ho vinto la lotteria di capodanno", alle serie di "Scuola di ladri" (con Lino Banfi e Massimo Boldi), "Le comiche" (con Renato Pozzetto) e "I pompieri" (con Banfi, Boldi e Christian De Sica) - ma è stato capace anche di uscire dalla routine per lavorare con registi importanti come Federico Fellini (ne "La voce della luna", 1990), Lina Wertmuller ("Io speriamo che me la cavo", 1992), Ermanno Olmi ("Il segreto del bosco vecchio", 1993) e ancora Monicelli ("Cari fottutissimi amici", 1994).

Rivalutato negli anni '90 anche come attore tout court (aggiudicandosi il David di Donatello nel 1990, il Nastro D'Argento e il Leone d'oro alla carriera nel 1992), Paolo Villaggio è tornato a cimentarsi con il teatro interpretando il ruolo di Arpagone ne "L'avaro" di Molière diretto da Giorgio Strehler (1996) e mettendo in scena il monologo autobiografico "Delirio di un povero vecchio" (2001-2002).
Sul piccolo schermo invece Paolo Villaggio ha condotto nel 1996 il tg satirico "Striscia la notizia" assieme a Massimo Boldi e ha partecipato alla fiction "Carabinieri" nelle vesti dello smemorato professor Giovanni.

Nonostante gli impegni cinematografici, teatrali e televisivi, Paolo Villaggio non ha mai cessato la sua attività di scrittore, cambiando però editore nel 1994 (passaggio da Rizzoli a Mondadori). Per quest'ultima casa ha pubblicato "Fantozzi saluta e se ne va" (1994-1995), "Vita morte e miracoli di un pezzo di merda" (2002), "7 grammi in 70 anni" (2003) e "Sono incazzato come una belva" (2004) prima di ritornare al suo vecchio editore rizzoli con "Gli fantasmi" uscito nel 2006.


(Pierpaolo Totti)

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