
Dire
Pink Floyd significa dire musica spaziale, note e colori da un altro mondo. Ogni disco è un viaggio alla scoperta del suono, ogni concerto è una visione indimenticabile. Nati dalla fantasia sfrenata di
Syd Barrett, maturati tra la psichedelia e l'opera
rock, autori di brani che hanno segnato i decenni. Forse troppo geniali per convivere,
David Gilmour,
Roger Waters,
Richard Wright e
Nick Mason sono ormai entrati nel mito.
I
Pink Floyd nascono a Cambridge nel 1965 fondati da
Syd Barrett alla voce e chitarra,
Bob Klose alla chitarra,
Roger Waters al basso,
Richard Wright alle tastiere e
Nick Mason alla batteria. Il nome viene dai bluesmen
Pink Anderson e
Floyd Council.
Bob Klose lascia il gruppo quasi subito, così i
Pink Floyd consolidano la formazione sotto la guida di
Syd Barrett.
Verso il 1966 la band si afferma nei locali londinesi, iniziando a sperimentare effetti psichedelici e illuminazioni sofisticate. Nel 1967 arriva un contratto con la EMI: i primi singoli sono le composizioni di Barrett "Arnold Layne" e "See Emily Play". Quell'anno viene pubblicato l'album del debutto:
"The Piper at the Gates of Dawn" è uno dei migliori dischi psichedelici della storia, nonché uno dei migliori dischi di esordio di una
rock band. Il titolo, scelto da Barrett, si ispira alle atmosfere delle fiabe inglesi, mentre brani come
"Interstellar Overdrive" e
"Astronomy Domine" racchiudono improvvisazione sfrenata e abilità nella manipolazione del suono. Presto però il rapporto di Barrett con l'LSD diventa patologico: il chitarrista inizia a dare segni di squilibrio, è inaffidabile, sul palco suona cose incomprensibili. Nel gennaio 1968 Barrett partecipa all'ultimo concerto dei
Pink Floyd, lasciando così il posto al chitarrista
David Gilmour.
Il secondo album,
"A Saucerful of Secrets", mostra ancora l'impronta dominante di Barrett e ottiene un buon successo, ma il distacco dal chitarrista e fondatore è ormai nell'aria. Il suono dei
Pink Floyd diventa più variegato, il gruppo rincorre l'equilibrio tra le varie anime: la vena
blues di Gilmour, le sperimentazioni psichedeliche di Wright, le semplici linee di basso e le sofisticate liriche di Waters.
Il manifesto dei nuovi
Pink Floyd è
"Ummagumma", album doppio. Il primo lato contiene incisioni live di brani precedenti, mentre le altre tre facciate sono un collage di lunghe composizioni individuali. Il disco successivo,
"Atom Heart Mother", è eclettico come il precedente; nonostante l'ottimo risultato in classifica,
"Atom Heart Mother" è però considerato l'album più difficile e forse meno valido dei Pink Floyd, nonostante l'encomiabile sforzo compiuto nella title track (una lunga suite strumentale in sei parti, scritta assieme al compositore d'avanguardia
Ron Geesin). Nello stesso periodo, i
Pink Floyd contribuivano alla colonna sonora del film
Zabriskie Point di
Michelangelo Antonioni.
Con il disco
"Meddle" per i
Pink Floyd si apre un nuovo periodo.
"Meddle" viene elogiato dalla critica e, pur non vendendo moltissimo, consegna alla storia la mitica "One of These Days", cavallo di battaglia delle esibizioni live. L'apoteosi arriva nel 1973 con
"Dark Side of the Moon". Con la produzione firmata
Alan Parsons, l'inserimento di sassofoni (
Dick Parry) e voci femminili si perfeziona la miscela di psichedelia,
rock progressivo e melodia
pop, mentre i testi si fanno più vicini alla realtà dei sentimenti e della vita sociale in un concept album oscuro e complesso, che contiene le riflessioni di Waters sui concetti di follia e morte. Con
"Dark Side of the Moon" i
Pink Floyd sfondano anche sul mercato USA.
In questo periodo la band firma
"Live at Pompeii", visionaria esibizione tra le rovine della città romana.
Due anni dopo
"Wish You Were Here" passa alla storia per la struggente
title-track e per "Shine On You Crazy Diamond", dedicate a
Syd Barrett, ma è nell'insieme un ragionamento filosofico sull'assenza. Nel 1977, esce
"Animals" una digressione sulla falsariga della
Fattoria degli animali di
George Orwell. Il suono è più orientato verso un
rock duro, la chitarra è in primo piano, spariscono fiati e voci femminili. La copertina raffigura un enorme maiale aerostatico, progettato da
Theo Botschuijver, da allora i maiali diventano un immancabile accessorio scenografico per i concerti. Nel 1979 la vena visionaria di
Roger Waters esplode nell'opera rock
"The Wall", il muro come barriera che separa artista e pubblico. Nel 1982
"Pink Floyd: The Wall" diventa anche un film, scritto da Waters e diretto da
Alan Parker. Waters avrebbe poi replicato
"The Wall" live nel 1989, con un concerto pieno di ospiti e tenuto sulle macerie del Muro di Berlino.
Alla fine degli anni Settanta la
leadership di Waters prende il sopravvento e porta addirittura al licenziamento di Wright. In questo clima esce nel 1983
"The Final Cut", una riflessione - sempre di Waters, diventato ormai leader/dittatore del gruppo - sulle guerre passate (la Seconda Guerra Mondiale), presenti (le Falklands) e future (l'olocausto nucleare). Le tensioni tra Gilmour e Waters si fanno più aspre, finchè nel 1985 quest'ultimo abbandona i
Pink Floyd in quanto "creativamente finiti".
Nel 1987 Gilmour e Mason (più vari session men, tra cui è accreditato anche
Richard Wright) vincono la causa con Waters per i diritti di utilizzo del nome e provano a rianimare la loro creatura con
"A Momentary Lapse of Reason", accolto tiepidamente dalla critica. Il tour successivo sbarca anche in Italia, a Venezia, per un concerto leggendario nella laguna - il primo della storia trasmesso in mondovisione.
La rinascita sembra arrivare nel 1994 con
"The Division Bell",
concept-album composto da Gilmour, ma con Wright di nuovo in formazione a tutti gli effetti. Seguono un tour titanico e svariate pubblicazioni celebrative (notevole
"Pulse", con la riproposizione live dell'intero
"Dark Side of the Moon").
Per un decennio i
Pink Floyd spariscono di nuovo per poi riunirsi al gran completo, Waters compreso, nel 2005 a Londra per il concerto di beneficenza
Live 8: i fan continuano a sperare, ma Gilmour e Waters, impegnati nelle rispettive carriere soliste, continuano a smentire l'ipotesi di un ritorno dei
Pink Floyd.
(
Francesco Mincone)
Discografia:The Piper at the Gates of Dawn (1967),
A Saucerful of Secrets (1968),
More (1969, colonna sonora)
Ummagumma (1969),
Zabriskie Point (1970)
Atom Heart Mother (1970),
Meddle (1971),
Obscured by Clouds (1972, colonna sonora),
The Dark Side of the Moon (1973),
Wish You Were Here (1975),
Animals (1977),
The Wall (1979),
A Collection of Great Dance Songs (1981),
The Final Cut (1983),
Works (1983),
A Momentary Lapse of Reason (1987),
Delicate Sound of Thunder (1988, dal vivo),
Shine On (The Early Singles) (1992, box set celebrativo),
The Division Bell (1994),
P.U.L.S.E. (1995),
Is There Anybody Out There? The Wall Live 1980-81 (2000, dal vivo),