Richard Wright, tastierista dei
Pink Floyd, ha sempre tenuto un profilo discreto nella storia della band di Cambridge. Musicista di formazione jazzistica, ottimo compositore di melodie, era il creatore dei tappeti sonori che spesso "facevano" l'atmosfera dei brani dei Floyd. Autore di successi come
"Us and Them", licenziato dal gruppo e poi riassunto, assente da
"The Final Cut",
Richard Wright però non ha mai mancato un appuntamento live dei
Pink Floyd.
Richard Wright nasce a Londra nel 1943, a ventidue anni conosce
Roger Waters e
Nick Mason ed entra così nei
Pink Floyd da membro fondatore. Wright si distingue nei primi dischi per le atmosfere e i "muri di suono" psichedelici che riesce a creare con le tastiere, più tardi anche per il tocco raffinato e gli accordi di sapore
jazz che nobilitano brani come
"Great Gig in the Sky", da lui composta. Nel 1978 Wright pubblica
"Wet Dream", un album passato inosservato in cui il tastierista approfondiva il suo amore per il jazz cantando, componendo e, in definitiva, ritagliandosi quegli spazi che nel gruppo gli venivano negati. Poco dopo, infatti, durante la registrazione di
"The Wall" Wright rompe i rapporti con
Roger Waters, che lo costringe a lasciare i
Pink Floyd. Wright viene poi riconvocato per il tour promozionale ma come
session-man, regolarmente stipendiato e, quando nel 1983 esce
"The Final Cut", di fatto un'altra creazione di Waters, Wright non viene neppure chiamato. Un anno dopo il tastierista forma gli
Zee, un duo con il chitarrista
Dave Harris, con cui pubblica l'album
"Identity".
Uscito Waters dai
Pink Floyd, nel 1987 Wright viene richiamato da
David Gilmour per partecipare alla lavorazione di
"A Momentary Lapse of Reason", poi nel 1994 contribuisce in modo determinante alla realizzazione di
"The Division Bell", rientrando formalmente nella band e partecipando anche al tour successivo - alla fine Wright, sebbene assente da
"The Final Cut", insieme a
Nick Mason può vantarsi di aver partecipato a tutti i concerti dei
Pink Floyd fin dagli albori della band.
Nel 1996 esce il secondo lavoro solista di Wright,
"Broken China", un disco oscuro, astratto, una riflessione sul malessere mentale supportato da musiche fortemente influenzate da
ambient e
new age. Compaiono ospiti come
Sinead O'Connor,
Pino Palladino e
Manu Katche. Da notare la piccola vendetta che Wright si è preso nei confronti del suo "capo" nei
Pink Floyd, cancellando dal disco un assolo poco ispirato di Gilmour nel brano "Breakthrough" e sostituendolo con quello di
Dominic Miller, il chitarrista di
Sting.
Nessuna rottura, comunque: nonostante la prolungata assenza dalle scene da parte dei
Pink Floyd, nel 2006 Wright ha partecipato alla registrazione e al tour di
"On an Island", il recente lavoro solista di Gilmour.
(
Francesco Mincone)
Discografia:
Wet Dream (1978),
Identity (1984, con il gruppo
Zee),
Broken China (1996)