Non ho studiato. Andavo a guardare e non a studiare. Sono uscito da Rebibbia e, subito dopo, sono andato all'Excelsior di Venezia: quando morirò potrò dire che sono stato in tutti i posti. Ho guardato e basta -
Sergio CittiSergio Citti nasce a Fiumicino il 30 maggio 1933.
Attore e regista romano, è legato nell'immaginario dei cinefili alla vicenda artistica e umana di
Pier Paolo Pasolini. La loro collaborazione inizia negli anni cinquanta quando lo scrittore friulano concepisce i fortunati romanzi
Ragazzi di vita e
Una vita violenta e chiama Citti per la revisione linguistica. Tale sodalizio si estenderà anche al cinema. Di "
Accattone "e "
Mamma Roma", recitati dal fratello
Franco Citti, scrive i dialoghi. E' aiutoregista di Pasolini ne "
La ricotta"(1962) episodio del film collettivo "
Rogopag" in cui compare un gigantesco
Orson Welles e un irriconoscibile
Tomas Milian, in "
Uccellacci e uccellini" (1965) con
Totò e
Ninetto Davoli , ne "
La Terra vista dalla Luna" (1966) episodio de "
Le Streghe", in "
Che cosa sono le nuvole?" episodio di
Capriccio all'italiana" (1967) e in "
Salò o le 120 giornate di Sodoma"(1975).
Citti, inoltre, collabora alla stesura della sceneggiatura de "
La notte brava" di
Mauro Bolognini e a "
La commare secca" dell'esordiente
Bernardo Bertolucci e, intanto, frequenta attivamente il mondo delle "cantine romane", cioè l'attivissimo
underground del fermento culturale capitolino, dove ha rapporti con
Carmelo Bene,
Giuseppe Bertolucci e l'ambiente teatrale.
Il suo primo film è "
Ostia" in cui si condensa la poetica di un artista che ama lavorare con una "materia cruda" e che, purtroppo, sarà considerato semplicisticamente un epigono pasoliniano. Il successivo "
Storie scellerate" del 1973, ambientato nella Roma papalina, si compone di quattro storie raccontate da Franco Citti e Ninetto Davoli, nelle vesti di due condannati a morte. Sebbene tali racconti vantino ascendenze letterarie, Citti riesce a far rivivere l'oralità, non immune da crudezze, che è all'origine della nostra narrativa.
Nel 1977 è la volta di "
Casotto", lungometraggio a basso costo tratto da un racconto di
Vincenzo Cerami che vanta un cast davvero speciale: da una giovanissima
Jodie Foster reduce dal successo di "
Taxi driver" a
Catherine Deneuve,
Michele Placido,
Ugo Tognazzi e
Mariangela Melato. Il film è un piccolo capolavoro del genere grottesco: nel capanno di una spiaggia di Ostia, i vari personaggi si vestono e si rivestono dando vita a situazioni di una sottile e al contempo brutale comicità.
Dopo "
Due pezzi di pane" con
Philippe Noiret e "
Il minestrone" con
Roberto Benigni e
Giorgio Gaber, nel 1979 gira "
Mortacci" una sorta di "
Spoon River all'amatriciana" dove in un clima tra il poetico e il delirante,
Vittorio Gassman dialoga con
Malcom McDowell, l'indimenticabile Alex dell' "
Arancia meccanica" di
Stanley Kubrick.
La consacrazione del suo lavoro arriva nel 1996 quando vince il Nastro d'Argento con il film "
I magi randagi", su un soggetto di Pasolini. Protagonisti della vicenda sono tre saltimbanchi che, indossati i panni dei re magi, partono alla ricerca del nuovo Messia. E' un ottimo spunto per toccare svariate tematiche con una leggerezza picaresca e stralunata, mirabilmente resa efficace dalla maestria di ottimi attori quali
Silvio Orlando e
Gastone Moschin.
Nel 2001 è la volta di "
Vipera", interpretato da
Giancarlo Giannini e
Harvey Keitel. Scritto con Vincenzo Cerami e musicato da
Nicola Piovani, il film è ambientato nel corso della Seconda Guerra Mondiale e segue l'odissea di Rosetta, violentata da un gerarca.
Il suo ultimo lavoro, "
Fratello e sorello", è la storia di un'autentica amicizia tra due uomini ex galeotti, il popolare
Claudio Amendola e il versatile
Rolando Ravello.
Fino ai suoi ultimi giorni, Sergio Citti riterrà di conoscere la verità sulla fine dell'amico Pier Paolo. Secondo le parole del regista, trasmesse anche all'autorità giudiziaria, Pasolini fu sequestrato e massacrato per volere di poteri occulti, forse i servizi segreti.
Sergio Citti muore ad Ostia l'11 ottobre 2005 dopo una lunga ed estenuante malattia.
(
Luigia Bencivenga)