Il miglior modo per imparare a fare un film è farne uno. -
Stanley KubrickAbile giocatore di scacchi, fotografo di talento, meticoloso regista: questo è
Stanley Kubrick. Tanto il carattere fermo e impassibile, quanto il suo talento visivo fuori dalla norma, gli hanno consentito di affermarsi come uno dei migliori fotoreporter del suo tempo e come uno dei più importanti registi della storia del cinema.
Nasce il 26 luglio 1928 all'ospedale di Manhattan, sebbene la casa dei genitori sia nel Bronx, dove il padre esercita la professione di otorinolaringoiatra.
Stanley studia alla
Public School 3, ma ottiene quasi sempre risultati insoddisfacenti, eppure nei test per l'intelligenza il suo punteggio è superiore alla media.
Kubrick altro non è che un timido studente dalla personalità tanto chiusa in se stessa quanto piena di un temperamento e di un talento da molti riconosciuto in seguito come geniale.
Fin da piccolo il mondo della fotografia lo affascina a tal punto che il padre decide di rgalare al piccolo
Stanley la sua prima macchina fotografica
Graflex all'età di tredici anni. Un'idea davvero felice, perché è proprio con quel regalo che
Kubrick intraprende la strada che lo conduce poi verso la sua carriera registica. Per il suo primo cortometraggio,
"Day of the fight", dà fondo ai risparmi di quattro anni di lavoro per la rivista
Look, dalla quale era stato assunto dopo gli studi, e realizza una sorta di documentario che ritrae una giornata del boxeur
Walter Cartier, già fotografato da
Kubrick in un servizio del 1949. Pochi anni dopo, nel 1953, il fotografo americano è di nuovo dietro la macchina da presa, ma questa volta per girare il suo primo lungometraggio,
"Paura e desiderio" (in seguito misconosciuto dallo stesso
Kubrick) che gli consente di prendere maggiore confidenza con il set e con la direzione degli attori. Viene in seguito notato dagli
studios hollywoodiani quando gira
"Il bacio dell'assassino", dopo il quale firma un contratto con la
United Artists.
Nel 1956 fonda la sua società di produzione insieme al produttore
James B. Harris e fa uscire nelle sale
"Rapina a mano armata", un film che non ha successo commerciale, ma che è ben accolto dalla critica. L'anno successivo
Stanley legge il libro
"Orizzonti di gloria" e ne rimane talmente colpito da decidere di farne un film; ha la possibilità di realizzarlo grazie all'intervento economico di
Kirk Douglas, che ne è anche l'interprete principale. Sempre con
Douglas in qualità di attore e di produttore,
Kubrick firma un contratto nel 1960, per la regia di
"Spartacus", la storia del gladiatore tracio che sfida l'Impero Romano. Il film doveva essere girato da
Anthony Mann, ma
Douglas sceglie
Stanley, convinto che quest'ultimo sia più duttile. Eppure, a soli 32 anni,
Kubrick già dimostra una personalità di ferro e una competenza che va molto al di là della regia, apportando cambiamenti alla sceneggiatura e imponendo le proprie decisioni al direttore della fotografia,
Russel Metty. Le scelte di
Kubrick si rivelano vincenti e la pellicola ottiene ben quattro
Oscar.
Due anni dopo il regista americano si trasferisce in Inghilterra insieme alla famiglia, e collabora con
Vladimir Nabokov alla sceneggiatura di
"Lolita", un film fortemente osteggiato dalla censura negli Stati Uniti.
"Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba" è la commedia satirica e tagliente che
Kubrick dirige un anno dopo
"Lolita", e che fa confluire sulla figura di questo poliedrico regista grande attenzione della critica e del pubblico. Una pausa riflessiva è necessaria dopo tanto lavoro, e
Stanley Kubrick torna nelle sale soltanto nel 1968, quattro anni dopo la sua ultima opera, con un capolavoro dal titolo
"2001: Odissea nello spazio", un film che è un'esperienza visiva eccezionale, oltre che una profonda riflessione filosofica sull'evoluzione umana.
Nel 1971 è la volta di un'altra pellicola molto particolare,
"Arancia meccanica", che il regista americano scrive, dirige e produce. Il film, infarcito di scene di violenza esplicita, causa una serie di problemi alla famiglia
Kubrick, tanto che il regista si vede costretto a ritirare la pellicola dalle sale inglesi poiché molti teppisti dichiarano di ispirarsi proprio a quel film per portare a termine i loro crimini.
Un cambio totale di direzione è dato dal film successivo di
Kubrick,
"Barry Lindon", basato su una storia del diciottesimo secolo tratto dal romanzo
"Le Memorie di Barry Lyndon" di
W. M. Thackeray. Dopo il film horror
"Shining", interpretato da un istrionico
Jack Nicholson,
Kubrick si dedica molto alla lettura e alla scrittura, e solo sette anni più tardi, nel 1987, esce nelle sale la sua nuova opera,
"Full Metal Jacket", pellicola sulla guerra in Vietnam e sulle sue conseguenze, argomenti ritratti non senza un tocco di sarcasmo antimilitarista.
Durante gli anni Novanta
Stanley lavora a un progetto in seguito abbandonato,
"Aryan Papers", trasformando in una sceneggiatura il libro di
Louis Begley, "
Wartime Lies", ma decidendo infine di non girarne un film, dato che nello stesso periodo l'amico
Steven Spielberg stava cominciando le riprese di
"Schindler's list", dal tema del tutto simile.
Il suo ultimo lavoro è
"Eyes Wide Shut", interpretato da
Tom Cruise e
Nicole Kidman, e tratto dal romanzo
Doppio sogno di
Arthur Schnitzler. Prima di ultimare la fase di montaggio del film
Stanley Kubrick muore, stroncato da un infarto, il 7 marzo 1999. Solo due anni prima aveva ricevuto il
D. W. Griffith Award dalla Director's Guild of America e un
Leone d'Oro alla carriera dal Festival di Venezia.
(
Davide Ricchiuti)