Roger Keith "Syd" Barrett, chitarrista e membro fondatore dello storico gruppo dei
Pink Floyd dal 1965 al 1968, nasce a Cambridge il 6 gennaio 1946.
Inizia a suonare la chitarra già adolescente, componendo pezzi in stile
blues/jazz caratterizzati da una tendenza all'improvvisazione che si farà ancora più accentuata quando il giovane Syd comincia a fare un pesante uso di LSD.
Proprio l'abuso di droga sembra essere al centro del progressivo disintegrarsi della sua mente: Barrett compare nei primi due album dei
Pink Floyd, il gruppo da lui fondato (è anzi lui a sceglierne il nome) assieme a
Roger Waters,
Nick Mason e
Richard Wright, ma già nel secondo i suoi contributi sono limitati: compromesso dalla droga, Syd scrive testi sempre più allucinati, si perde in improvvisazioni guidate da chissà quali percorsi della sua mente, non è più affidabile sul palco. La band è costretta a chiamare
David Gilmour, compositore sicuramente meno eclettico di Barrett ma chitarrista migliore e, se non altro, in controllo di sé stesso.
I
Pink Floyd non abbandoneranno il loro ex compagno, perlomeno finchè sarà possibile: con il supporto e l'aiuto di alcuni dei Floyd e di membri dei
Soft Machine escono due lavori solisti di
Syd Barrett,
"The Madcap Laughs" e
"Barrett", entrambi del 1970, ma le registrazioni sono portate a termine tra mille difficoltà, l'umore di Barrett è incontrollabile, alle volte si rifiuta o non riesce a suonare. Le canzoni sono filastrocche stranite, incubi lisergici supportati dalla voce monocorde del musicista e da una strumentazione scheletrica, spesso acustica. Più sketch di canzoni che canzoni vere, brani come "Dark Globe" e "Terrapin" mantengono comunque un certo fascino
näif anche a trentacinque anni di distanza.
In ogni caso, l'ex-
Pink Floyd era ormai irrecuperabile: l'addio di
Syd Barrett al pubblico e al mondo della musica avviene con un concerto del 1970 all'Olympia Theatre di Londra.
Successivamente, i
Pink Floyd diventano superstar internazionali, ma resta noto il loro incontro con Barrett durante le registrazioni di
"Wish You Were Here": alla fine delle session di produzione, negli studi si presenta un personaggio completamente calvo, grasso e con le sopracciglia rasate: è
Syd Barrett, irriconoscibile, che fa qualche commento sul disco e poi se ne va lasciando sconvolti gli ex compagni, che non avevano sue notizie da 5 anni.
Nei trent'anni seguenti, di Barrett si perdono le tracce; poco si sa di lui, se non che vive insieme alla madre nella casa natale di Cambridge. Musicalmente parlando, non fa più nulla (escono solo
outtakes e brani scartati dei primi lavori sotto il titolo
"Opel", nel 1988) ed evita il contatto con i fan dei
Pink Floyd, per i quali rimane una leggenda vivente.
In seguito alla morte della madre Barrett ha vissuto sempre più isolato dal mondo, coltivando la passione per la pittura fino alla sua recente morte, avvenuta nel 2006. Da sempre il fantasma che si staglia come un'ombra sui
Pink Floyd, è stato ricordato in più occasioni dagli ex compagni, che gli hanno dedicato due brani, "Shine on You Crazy Diamond" e "Wish You Were Here", anche durante la loro recente, eccezionale reunion nel corso del
Live 8.
Discografia solista: The Madcap Laughs (1970),
Barrett (1970),
Opel (1988, raccolta di outtakes e rarità),
Crazy Diamond (1993, box set),
Wouldn't You Miss Me? (2001, raccolta).