Sottoposti a continue evoluzioni legate alle nuove teconologie, i film di animazione si basano quasi esclusivamente sul principio di illusione del movimento: i disegni (o
pose), leggermente diversi tra loro, vengono ripresi e poi proiettati in sequenza, generalmente 24 ogni secondo, dando origine al cosiddetto disegno animato.
Il lavoro dei disegnatori venne notevolmente snellito con l'introduzione dei rodovetri, fogli trasparenti di celluloide che consentivano la sovrapposizione su fondali fissi, che quindi non divevano essere ridisegnati ogni volta.
La Disney, tuttora indiscusso colosso nella produzione animata, si è distinta fin dalgi albori del genere, producendo dal primo film di animazione sonora (
"Steamboat Willie" del 1928), fino ad arrivare all'inserimento del computer nel processo di produzione, prima con
"Tron", film solo in parte animato, quindi con
"La Sirenetta", primo cartoon con fondali computerizzati.
In mezzo, capolavori come "Biancaneve", "Fantasia" e "
Dumbo", che hanno segnato l'infanzia di intere generazioni.
Gli Usa e i mezzi economici imponenti delle majors hanno prodotto una scuola che va ben oltre la sola Disney, con punte di assoluta eccellenza in personaggi come
Chuck Jones (“papà” di
Wile E. Coyote) e
Tex Avery (
Bugs Bunny, Daffy Duck, etc.) e la coppia
Hanna & Barbera (
Tom e Jerry), lasciando le briciole, a livello di incassi, per esperienze di sicuro valore artistico, come per quel che riguarda la Francia di
Asterix e Obelix, il Belgio di
Tin-Tin o l'Italia di autori come
Bruno Bozzetto prima e
Enzo D'Alò poi.