Il cinema di
azione nasce come diretta derivazione del cinema di
avventura. Anche in questo caso la narrazione è basata su un eroe, generalmente solitario, che deve compiere una missione più o meno impossibile in luoghi ostili o quantomeno sconosciuti.
Ciò che distingue l'azione dall'avventura è che spesso il
plot rimane in secondo piano, diventando talvolta un semplice pretesto per compiere gesta eroiche e spettacolari.
Se nei film di avventura era importante il viaggio (metaforico o meno) del protagonista, negli
action movie l'importante è come l'eroe si comporta "durante il viaggio".
Spesso caratterizzate da un montaggio frenetico e da un uso spregiudicato di inquadrature ed effetti speciali (soprattutto esplosioni), il cinema di azione conosce un vero e proprio boom a partire dagli Anni '80, quando, riprendendo alcune caratteristiche dei
b-movie degli Anni '70 e degli
action-movies di
Hong-Kong (tra i registi di riferimento
John Woo), vengono prodotte pellicole ispirate non solo ad opere letterarie ma anche al mondo del fumetto e del cartoon (tra queste
"Conan il Barbaro" con un giovane
Arnold Schwarzenegger).
Il decennio successivo lancia nuove star, impegnate in ruoli meno "muscolari", ma con una maggior componente ironica (
Bruce Willis in
"Die Hard - Trappola di cristallo" ma anche
Keanu Reeves in
"Point Break"), rivisitando la figura del cow-boy solitario, in una felice contaminazione con il genere
western.
La regia di questi film si avvicina a quella dei videoclip, con i registi reclutati direttamente da canali tematici come
MTV, in un'estetica che mira soprattutto a tenere incollato lo spettatore allo schermo senza cali di tensione, rivolgendosi ad un pubblico poco propenso a concentrarsi su trame complesse e riprendendo caratteristiche di sotto-generi giudicati estinti come quello
catastrofico.
Come alcuni decenni prima, torna a diventare predominante la figura del produttore (tra gli esempi
Joel Silver e
Jerry Bruckheimer), anche per scelte di tipo artistico.
Discorso a parte merita un film come
"Matrix", opera capace di aprire una nuova via sia sul fronte degli effetti speciali sia dal punto di vista della trama, con riferimenti religiosi e filosofici, costringendo lo spettatore ad un'opera interpretativa maggiore rispetto agli altri film d'azione.