I film e i documentari di genere biografici ripercorrono le vite di personaggi più o meno famosi, che magari hanno raggiunto la celebrità presso il grande pubblico solo dopo essere approdati sul grande schermo (è il caso di
Ramon Sampedro, protagonista dello stupendo
"Mare dentro" di
Alejandro Amenábar).
I primi esempi di film biografici possono essere considerati i cosiddetti
biopic (sintesi dei termini
biography e
picture), biografie filmate usate frequentemente nelle riviste cinematografiche.
Per quel che riguarda i documentari, si provvede generalmente alla ricostruzione mediante filmati d’epoca, alternati a sequenze didattico-narrative e a testimonianze di esperti, addetti ai lavori e conoscenti del protagonista.
Se poi il documentario tratta di personaggi ancora in vita, spesso è lo stesso “diretto interessato” a condurre lo spettatore nelle varie tappe della sua esistenza, senza però, come potrebbe offrire un’inchiesta giornalistica, approfondimenti su eventuali aspetti controversi della propria esistenza.
In caso di biografia totalmente ricostruita, un attore (o più attori per le diverse fasi della vita) interpreta il protagonista, ripercorrendo in ordine cronologico momenti particolarmente significativi che lo hanno poi reso celebre, oppure partendo dalla fine, morte o celebrità raggiunta, e andando a ritroso, grazie all’espediente narrativo del
flash back (è il caso di
"Ray" dedicato a
Ray Charles o
"Quando l'amore brucia l'anima" sulla vita di
Johnny Cash).
Il genere ha prodotto alcune delle più impressionanti prove di attore della storia del cinema, con vere e proprie metamorfosi capaci di cambiare, anche fisicamente, il protagonista.
Impossibile in tal senso non citare
“Toro scatenato” di Martin Scorsese, con
Robert De Niro nei panni del pugile
Jack La Motta e il
Jim Carrey di
“Man on the moon”, straordinario nei panni del comico Andy Kaufman.
Discorso a parte meritano quelle che potremmo definire “false biografie”, ricostruzioni realistiche di personaggi immaginari (su tutti
“Zelig” di
Woody Allen o il pluripremiato
“Forrest Gump” di
Robert Zemeckis), pellicole aiutate non poco da filmati d’epoca appositamente elaborati.