Il concetto di
documentario moderno nasce quando, con l'avvento del sonoro, vengono unite le esperienze dei filmati divulgativi distribuiti nelle sale cinematografiche con quelli diffusi via radio.
Accomunati principalmente dalla mancanza di un intreccio, i documentari mirano a raccontare i più diversi aspetti di natura, uomo e società, attraverso le immagini, solitamente con l'ausilio fuori campo della voce del narratore.
Storia, natura, scienza, antropologia, arte, inchieste giornalistiche: sono solo alcuni degli aspetti della conoscenza umana trattata dai documentari.
Nonostante i numerosissimi sottogeneri, una distinzione utile può essere quella tra documentari divulgativi, soprattutto scientifici, che mirano a rendere maggiormente fruibile una conoscenza di tipo accademico, con i documentari con intenti maggiormente "artistici", che rivelano una maggiore ricerca soprattutto per quel che riguarda le soluzioni di regia.
Nel primo tipo, quello divulgativo, si possono inserire i documentari naturalistici, scientifici e storici prodotti e commercializati in tutto il mondo da
Discovery Channel, il canale tematico dedicato al genere.
Il secondo tipo, quello che abbiamo definito artistico, comprende opere di grandi registi, dal tedesco
Werner Herzog (su tutti
"Apocalisse nel deserto" e
"Kinski - il mio nemico più caro") a
Sydney Pollack (
"Frank Gehry - Creatore di sogni").
Un impulso notevole al genere è stato dato dalla progressiva riduzione dei mezzi di ripresa, consentendo di operare a basso costo e nelle situazioni più difficili, come dimostrano i documentari del giornalista "d'assalto"
Michael Moore, premiato nel 2004 con la
Palma d'Oro a Cannes per il suo
"Fahrenheit 9/11".