Il genere
mistery, affine al
poliziesco e al
thriller, tanto da essere individuato da molti addirittura come un sottogenere, si distingue per alcune caratteristiche particolari.
Su tutte la presenza di un elemento rivelatore che si svela solo alla fine, al termine delle indagini, gettando su tutto ciò che è stato detto e illustrato in precedenza una luce nuova, (si veda in proposito il finale de
"I soliti sospetti"), dopo che tutto lo svolgimento della trama sembra escludere ogni spiegazione razionale, come in un romanzo di
Edgar Allan Poe.
Il mistery può essere infatti considerato l’equivalente cinematografico del giallo della letteratura.
Protagonista è quasi sempre un investigatore, spesso privato o dilettante (
Angela Lansbury nei panni della
"Signora in Giallo" è un esempio calzante), impegnato a scoprire l'autore di un delitto in base a indizi più o meno nascosti e fuorvianti, generalmente all'interno di una ristretta cerchia di personaggi.
Come tutti i generi riguardanti crimini & affini, quindi alcuni degli aspetti più violenti della natura umana, il mistery si contamina molto facilmente con i già citati poliziesco e thriller, ma anche con l'
horror e perfino la
fantascienza, a seconda della presenza di elementi di suspence, sorpresa o rappresentazione esplicita della violenza.
Caratteristico l’utilizzo della
suspence nelle
serie tv come
"Lost", in cui indizi e colpi di scena vengono solitamente riservati per il finale di puntata, rimandando la soluzione (o la speranza di essa) alla puntata successiva.