Se si tiene buona la definizione di
fantascienza come tentativo di immaginare il futuro dell'uomo e della Terra, allora elementi di fantascienza si trovano fin dai primi anni del cinema denominato
fantastico (
"Il viaggio nella Luna" di
Georges Melies) ma è con gli Anni '20 che vengono prodotti i veri capostipiti del genere, primo tra tutti
"Metropolis" di
Fritz Lang).
Gli Anni '50 vedono la precisa codifica del genere, legato principalmente al tema del conflitto nucleare (
"L'uomo che visse nel futuro") e della Guerra Fredda, nei quali gli extraterrestri, come nel
western, sono una metafora del pericolo comunista (
"La Cosa da un altro mondo",
"L'invasione degli ultracorpi", etc.) nei confronti della società americana.
Negli Anni ’60 il genere viene sdoganato anche dalla critica, grazie a capolavori assoluti come
“2001 – Odissea nello spazio” o a excursus fantascientifico-filosofici di autori come
Francois Truffaut (
“Fahrenheit 451”) o
Jean-Luc Godard (
“Alphaville”).
Sul finire degli Anni’70, il progredire degli effetti speciali e una generazione di giovani registi (
George Lucas e
Steven Spielberg su tutti) cresciuti con cinema e fumetti di fantascienza, permette di conquistare anche il grande pubblico, con cult come la trilogia di
“Guerre Stellari”, uno dei primi film a dovere parte della sua fortuna al merchandising, come negli anni successivi capiterà alla varie saghe di supereroi (
Spiderman,
Batman, etc.).
Ormai la Guerra Fredda è finita, l’alieno non è più soltanto un nemico (
“Incontri ravvicinati del terzo tipo”) ma la fantascienza si dimostra capace di rinnovarsi, contaminandosi con altri generi,
horror e
western su tutti, o occupandosi dei nuovi orizzonti della tecnologia, come la realtà virtuale con l’anticipatore
“Tron” (1982).