Il genere
thriller si distingue dai suoi parenti più prossimi,
poliziesco e
noir, principalmente per gli accentuati effetti di
suspence e
sorpresa (la prima basata su quello che lo spettatore già conosce, la seconda su quello che ignora), che portano alla conclusione delle indagini o più in generale alla soluzione del mistero.
Uno degli elementi distintivi del thriller è inoltre dato dal protagonista, in genere un individuo che di mestiere non fa né il detective né il poliziotto, il che aumenta l’effetto di straniamento che si trova ad affrontare una volta cominciate le indagini, come
Cary Grant in
"Intrigo internazionale" di
Hithcock, tranquillo pubblicitario scambiato per agente segreto.
Al di fuori di queste labili classificazioni, il thriller è forse il genere, tra quelli che si occupano di crimine, criminali e mistero, ad avere la maggior capacità di contaminazione, dal poliziesco d'azione (
"Face-Off" di
John Woo) all’
horror ("
L'uccello dalle piume di cristallo" di
Dario Argento, passando per le atmosfere surreali di film come
“L’inquilino del terzo piano" di
Roman Polanski.
In Italia, prima del sopracitato Argento, il genere era stato terra di conquista per un autore oggi di culto come
Mario Bava (
“Sei donne per L'assassino”), maestro dei
b-movie girati con mezzi ridottissimi e proprio per questo apprezzabili per regia e montaggio, poi rivelatisi una vera e propria scuola per un regista come
Quentin Tarantino.