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Genere: Blues

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Il Blues, considerato la musica popolare dei neri d'America, affonda le sue radici nelle tradizioni e nei ritmi africani, nella cultura dei deportati neri usati come schiavi nel Nuovo Continente. Più che un vero e proprio genere musicale, il Blues è quindi una vera e propria cultura, dove l'aspetto musicale rappresenta sicuramente la forma più conosciuta.

La struttura musicale del Blues è principalmente fondata su 12 battute mentre il testo lascia trasparire la provenienza orale di quest'arte: i versi vengono ripetuti per aiutare la comprensione da parte dell'ascoltatore e per facilitare la memorizzazione da parte dell'artista. La cosiddetta "scala Blues" (basata sulla scala chiamata "pentatonica") vede l'uso di note bemolli (le cosiddette "blue notes"), e caratterizza questo genere musicale.

Storicamente il Blues nasce agli inizi del '900,all'epoca delle prime registrazioni su 78 giri. Rappresenta la classe sociale dei più poveri tra i poveri, i neri, in un periodo in cui la segregazione e i "diritti uguali ma separati" per bianchi e neri (che di fatto si traducevano in servizi e diritti migliori per i bianchi) guidavano la società dell'epoca. Il Blues nasce proprio in questo humus sociale, e non è un caso che la zona chiamata "culla del Blues" sia la regione del delta del Mississippi, ovvero lo stato della Louisiana, uno degli stati del sud, in cui il razzismo era più forte.

Più che un genere musicale, quella musica diventa quindi espressione di una cultura, dominata dal razzismo, dallo sfruttamento, dai problemi sociali (droga, alcol, gioco d'azzardo) e dal crimine.
Il Blues si è guadagnato la definizione di "musica del Diavolo" proprio per la sua relazione con i lati più problematici della società: i bluesmen spesso erano tossicodipendenti o alcolisti, dediti a piccoli furti e ad altri tipi di crimini; una generalizzazione, questa, che ai tempi non si discostava molto dalla realtà.

Musicalmente, il genere diventa popolare negli anni '20 e i vari bluesmen iniziano a diventare famosi e a girare la nazione in cerca di qualche soldo per vivere; il business della musica viene subito individuato dai neri, che vedono nella musica non solo un modo di fare soldi, ma anche una sorta di riscatto nei confronti dei bianchi, che iniziano ad interessarsi al Blues.

Fin dagli inizi si possono distinguere all'interno del genere due "stili" diversi: il "Country Blues" e il "City Blues".

Il primo prende origine direttamente dai canti hollers, spirituals, tipici delle comunità nere: i canti di lavoro e di preghiera formano la base del Country Blues, che tra i due "stili" è quello più grezzo e semplice. L'uso di strumenti acustici molto poveri e di strumenti da lavoro utilizzati per la sezione ritmica (la "washboard", ossia l'asse da bucato in metallo suonata con cucchiai o altri oggetti del genere, e il "jug", un bottiglione di vetro in cui, soffiandoci dentro, si otteneva un suono simile a quello del contrabbasso) era molto comune, ed è proprio alla povertà dei mezzi a disposizione degli artisti che si deve il suono "ruvido" che sarebbe poi diventato il tratto distintivo del Blues più genuino.
Tra i nomi più celebri di questo genere vanno sicuramente ricordati Robert Johnson, Son House, Blind Lemon Jefferson, Charley Patton, Bukka White.

Dall'altro lato abbiamo il "City Blues", nato nelle metropoli e caratterizzato da una maggiore raffinatezza sia stilistica che strumentale: vengono aggiunti il piano, la batteria, i fiati e altri strumenti che sarebbe stato impossibile introdurre in una realtà rurale dominata da una povertà ancora più estrema di quella urbana. Tra i maggiori esponenti del City Blues figurano Bessie Smith, Ma Rainey, Big Bill Broonzy, Tampa Red.

Col passare degli anni si formano differenti stili (Chicago, Texas, Delta ecc...) e con l'avvento degli strumenti elettrici il Blues acquista sempre più notorietà: durante gli anni '40 appaiono artisti come Muddy Waters, John Lee Hooker e Howlin' Wolf. Il business si fa sempre più grande, così come aumenta la differenza tra il "Blues Classico" e il "Blues Moderno".

Gli anni '60, con il periodo del "folk-revival", permettono la riscoperta dei padri fondatori del Blues, e riacquista prestigio il Blues delle origini; in questo periodo riemergono artisti come Sonny Terry & Brownie McGhee, Sonny Boy Williamson II, Reverend Gary Davis, Mississippi John Hurt.

Grazie al "folk-revival", il Blues (gia padre del Rock & Roll) riesce a far presa su altri generi, influenzando in maniera consistente soprattutto la scena musicale inglese ed americana degli anni '60 e '70 (Rolling Stones., Cream, Led Zeppelin, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Canned Heat, The Doors).

Tra gli anni '70, '80 e '90 si ha una doppia vita del Blues: da un lato, quei pochi bluesmen rimasti in vita iniziano varie collaborazioni con nuovi artisti, e dall'altro una folta schiera di gruppi Rock riscopre le radici Blues della musica occidentale. Tra i grandi esponenti contemporanei di questo genere sicuramente meritano un posto d'onore Stevie Ray Vaughan, Robert Cray e Keb' Mo'.


Matteo Di Cristofaro