Nonostante siano sempre esistiti vari stili musicali nati per ballare, la
Dance divenne un genere a sè stante nel corso degli anni '70, con la metamorfosi del
Soul in
Disco Music e la nascita di club dediti al ballo.
KC and the Sunshine Band,
Gloria Gaynor,
Donna Summer,
Earth Wind and Fire,
Barry White: questa era la musica che spopolava nelle discoteche alla fine degli anni '70, e sempre in quell'epoca si afferma la moderna figura del DJ, il
disc jockey, che all'interno di questo genere diventa importante almeno quanto gli artisti dei dischi che programma.
Già prima degli anni '80 nacquero diversi sottogeneri, soprattutto quando la musica iniziò ad avvalersi di campionamenti di vecchi spezzoni musicali mescolati all'uso di sintetizzatori. Si affermano quindi gruppi come i
Depeche Mode, gli
Eurythmics e i
Pet Shop Boys, la cui musica si basa su elementi ballabili e quindi "dance" - cosa che porta ad includere sotto questo termine brani
Pop,
Pop-rock,
Hip-Hop ed
Elettronica in generale.
Negli anni '90 la Dance si evolve e tra i giovani riscuote successo la
House Music, ancora attuale, con i successi dei
C&C Music Factory,
Inner City,
Lil Louis e
Crystal Water tra i nomi divenuti più celebri.
La musica
Techno, oggi sempre più diffusa, nasce invece come contrapposizione alla
House, con un numero di battiti per minuto (BPM) maggiore e un suono più aggressivo. Pietre miliari di questo genere sono artisti come
DHS,
Speedy Jay e
Cubik anche se, tanto nella
House come nella
Techno (e derivati), nomi e canzoni hanno una longevità davvero minima, logica conseguenza della tipologia "usa e getta" della loro proposta: l'amante di questo tipo di musica segue il selezionatore (cioè il DJ) più che l'artista, e i brani vengono venduti in compilation di successi che durano lo spazio di una stagione.
Ciò che unisce tutti questi stili musicali è l'enfasi che viene data al ritmo, vero cuore pulsante di ogni sottogenere
Dance, dalla
Disco alla
House passando per la musica da
rave party.