Il termine
Folk, nato nell'Inghilterra di epoca romantica nel diciannovesimo secolo, è nato come riferimento al popolo, alle persone illetterate, derivato del termine tedesco Volk che indicava un popolo o una nazione.
Il vocabolo
Folk è poi diventato sinonimo di quella musica nata spontaneamente dalla cultura popolare, basata sulle tradizioni, sull'oralità e sul concetto di "continuità" di una realtà culturale; antiche melodie e tematiche sono al centro di questo "genere" musicale che raggruppa un numero innumerevole di generi a sè stanti, ognuno legato alla storia e alla memoria della zona in cui nasce.
Tra i generi
Folk più famosi, sicuramente il
Folk Americano è quello che ha avuto più successo (anche grazie allo Smithsonian Folkways Institute, casa produttrice dello Smithsonian Institute, istituto che si propone di raccogliere, preservare e diffondere le diversità culturali), con nomi come
Woody Guthrie,
Ramblin' Jack Elliott e il musicologo
Alan Lomax, che nel corso della sua vita ha raccolta migliaia di ore di musica popolare in tutto il mondo.
Altro genere molto diffuso è il
Folk Irlandese, grazie a nomi come
Chieftains,
Dubliners e i
Clancy Brothers.
I vari generi hanno periodicamente riacquistato popolarità grazie a movimenti come il "Folk-revival", iniziato negli anni '60 negli Stati Uniti così come nel Regno Unito e che aveva lanciato artisti del calibro di
Bob Dylan (iniziatore del
Folk-Rock),
Donovan,
Pogues.
In generale si può quindi affermare che il termine
Folk sia principalmente legato alla tradizione musicale anglofona, anche a livello di strumenti (su tutti, la chitarra acustica con corde di metallo, detta appunto "chitarra folk", a differenza della "chitarra classica", che monta corde di nylon) mentre per gli stili folkloristici o tipici di determinate comunità si tende ad usare la definizione di "musica tradizionale", proprio per evitare fraintendimenti.