Musica Film - Vendita online di DVD musicali e DVD film.
Un grande catalogo con novità, rarità, b-movie e film d'essai. La gestione del database prevede l'inserimento quotidiano e costante di tutte le novità su DVD, HD DVD e Blu-ray Disc (BD) dal mondo della musica (concerti live, compilation di successi e best of) e del cinema (film, serie TV, fiction televisive, documentari).
DVD significa Digital Versatile Disk (originariamente Digital Video Disk), ed è di fatto l'erede del CD-Rom: un supporto evoluto di memorizzazione ottica simile al CD, ma che possiede la capacità di contenere una mole di dati decisamente maggiore (fino a 17 Gigabyte contro i 640 Megabyte standard di un CD-Rom).
Il Dvd può avere fino a due strati sovrapposti (layer) di informazioni oltre che due facce di lettura. La combinazione di questi due fattori determina la capacità massima di un disco Dvd, che può essere di 4.7 Gigabyte (single - sided, single layer), 8.5 Gigabyte (single - sided, double layer), 9.4 Gigabyte (double - sided, single layer) o 17 Gigabyte (double - sided, double layer) per dischi del diametro di 12 cm.
I dischi Dvd si dividono in quattro categorie principali, ovvero i Dvd-Video, i Dvd-Audio, i Dvd-Rom ed i Dvd-Riscrivibili. Caratteristiche comuni a tutti i formati elencati sono: la dimensione (il diametro è sempre di 12 cm.); la possibilità di effettuare le operazioni di avanzamento e di riavvolgimento puntando direttamente al punto desiderato (come in un qualsiasi Cd - Audio); la resistenza al caldo e la non sensibilità ai campi magnetici.
I Dvd Video sono normalmente utilizzati per la distribuzione dei film e di contenuti musicali (videoclip, concerti), ma anche documentari e altro.
Per leggere un disco Dvd-Video è necessario disporre di un lettore (player) collegato a un televisore oppure inserito in un computer.
Nel Dvd-Video possono essere inseriti menù che permettono di selezionare varie funzioni quali la lingua dell'audio e la sua qualità, la visualizzazione di sottotitoli in lingue diverse, l'accesso diretto alle scene dei film (capitoli) o a contenuti extra, quali informazioni sugli interpreti, riprese sul set, interviste, documentari sulla produzione, giochi e tanto altro. Il Dvd-Video contiene oltre due ore di video digitale ad alta qualità (oltre 8 ore su dischi doppia faccia / doppio strato) ed il supporto per film widescreen sia su televisori standard che 16:9. Può memorizzare fino ad 8 tracce audio digitali e fino a 32 tracce per karaoke o sottotitoli e può supportare fino a 9 angolazioni visuali (diversi punti di vista della stessa scena) selezionabili durante la visione.
Il Dvd Audio è stato lanciato e spinto dalle case discografiche, alla ricerca di uno strumento per assicurare una migliore qualità audio e al tempo stesso evitare la duplicazione non autorizzata dei supporti. Le capacità audio di un Dvd-Video sarebbero infatti più che sufficienti per garantire un ascolto di qualità di gran lunga superiore a quello ottenibile con un normale Cd. Il sistema di protezione è invece chiamato "digital watermark". Esso consiste nell'inserimento di un disturbo non percepibile dall'orecchio umano ma che consente al player di capire se il disco è copiato. Gli attuali lettori Dvd-Video sono solitamente in grado di leggere e riprodurre anche i Dvd-Audio.
Il Dvd-Rom è il formato creato per i computer. Il principale vantaggio nella distribuzione di software: già nella sua versione più semplice (single sided - single layer) un disco di questo tipo può contenere fino a 4,7 GB (4.700 MB) di informazioni contro i 650 MB di un Cd-Rom. Logicamente con un masterizzatore DVD da computer è possibile archiviare su un Dvd Rom una quantità elevata di dati.
Il DVD-Riscrivibile offre invece la possibilità di archiviare su supporto ottico, per mezzo di appositi masterizzatori, enormi quantità di dati. Esistono però quattro versioni registrabili del Dvd: il Dvd-R o +R, il Dvd-Ram, il Dvd-Rw ed il Dvd+Rw. I dischi Dvd-R possono essere scritti una sola volta sequenzialmente (come gli attuali Cd-R). Le altre tre versioni indicano dischi che possono essere riscritti migliaia di volte. Si tratta di standard in concorrenza tra di loro.
I nuovi formati ad Alta Definizione (High Definition) rappresentano la naturale evoluzione del DVD verso nuovi standard più adatti a contenuti ad alta definizione audio/video. Attualmente coesistono con le vecchie tecnologie, ma è logico supporre che nei prossimi anni sostituiranno il formato DVD proprio come questo ha sostituito le VHS.
Il Blu-ray disc (abbreviato in BD), lanciato dalla Sony, si basa sull'omonima, innovativa tecnologia e può contenere da 23 fino a 27 GB di informazioni, fino a 54 GB nel caso di un disco doppio strato, risultando quindi considerevolmente più capace del DVD. La minor distanza tra i microsolchi, che determina la maggior capacità di storage, da un lato impone l'utilizzo di tecniche di incisioni particolari e diverse da quelle della tecnologia DVD, dall'altro rendeva i primi Blu-ray estremamente sensibili a graffi e deterioramento. La Sony ha ovviato al problema con la tecnologia proprietaria Armor Plated (aka Durabis) ma l'applicazione del procedimento, che va ad aggiungersi ai costi endemici della tecnologia Blu-ray, ha fatto lievitare notevolmente il prezzo di supporto e relativi lettori.
I Blu-ray condividono con i normali DVD la forma ma non il formato, e necessitano quindi di un apposito lettore, che in genere può leggere anche i normali DVD (ma non viceversa).
Attualmente, il formato Blu-ray sembra aver vinto il confronto con il suo diretto concorrente, l'HD DVD, risultando quindi leader sul mercato dell'Alta Definizione.
L'HD DVD (High Definition Digital Versatile Disc), lanciato da un conglomerato di compagnie alla testa delle quali figura la Toshiba, è al pari del Blu-ray un nuovo standard per i DVD, con cui vuole cercare continuità a partire dal nome.
Con il diretto concorrente Blu-ray l'HD DVD condivide molte caratteristiche, come i codec utilizzati e una notevole capacità di storage (15 GB per strato, fino a 3 strati per 45 GB), ma possiede differenti peculiarità a livello tecnico e di fruizione. In generale, il Blu-ray vince il confronto per la maggiore capacità e, dopo l'invenzione de, mentre l'HD DVD può vantare costi di produzione minori e una maggiore resistenza al deterioramento, dovuta a una patina protettiva di spessore superiore.
A livello di compatibilità con i precedenti formati, i lettori HD DVD possono leggere anche i normali DVD, ma non viceversa.
Attualmente, per ovvie ragioni, non esistono lettori compatibili Blu-ray disc/HD DVD.
La guerra tra i due formati, inizialmente pendente dalla parte dell'HD DVD, sembra essere terminata con la vittoria definitiva del Blu-ray, sostanzialmente dovuta all'adesione a tale formato da parte di importanti majors come la Warner Bros. e al boom di vendite registrato con l'uscita sul mercato della Playstation 3, compatibile esclusivamente con i Blu-ray. La Toshiba, principale promotrice dell'HD DVD, ha annunciato che nel 2008 esso verrà ritirato dal mercato.
Oltre ai due principali competitor sono da poco entrati sul mercato tre nuovi formati, l'HD VMD più gli asiatici EVD (Cina) e HD FVD (Taiwan).
L'HD VMD (High Definition Versatile Multilayer Disc), proposto dalla New Medium Enterprise, è l'unico attualmente in vendita in Europa: basato su layer multipli, ognuno dei quali della capacità di 5 GB, l'HD VMD propone dischi a 4 strati (quindi, da 20GB) con la promessa di sviluppare in breve tempo dischi a 10 layer, praticamente equivalenti per capacità a un Blu-ray a due strati.
La tecnologia su cui si basano gli HD VMD è la stessa dei normali DVD: questo abbatte considerevolmente i costi di produzione, consentendo di mettere sul mercato i lettori HD dal costo più basso in circolazione, totalmente compatibili con DVD e CD.
Il formato video indica il rapporto esistente tra la base e l'altezza dell'immagine riprodotta. Le televisioni ancor oggi più diffuse hanno degli schermi in rapporto 4 a 3; se guardiamo un film con un formato più largo (16:9) senza tagliare ai lati i fotogrammi, abbiamo due bande nere sopra e sotto l'immagine: questa modalità di visione è nota come "letter box". Se disponiamo di un TV con schermo a 16:9 vediamo l'immagine a tutto schermo.
Nel mondo cinematografico i rapporti di forma dell'immagine non vengono generalmente espressi con le proporzioni sopra indicate ma in modo equivalente, rapportandoli a uno schermo di altezza unitaria. I due formati più utilizzati sono l'1.85:1 e il 2.35:1, chiamati rispettivamente VistaVision e Cinemascope.
Negli ultimi anni sono stati inoltre sviluppati nuovi formati video, detti in Alta Definizione, pensati per schermi televisivi HDTV (acronimo di High Definition TeleVision) dalle capacità nettamente superiori ai vecchi televisori analogici. Tali formati, sempre siano trasmessi su un supporto adeguato e che la realizzazione tecnica del prodotto lo consenta, consentono un livello qualitativo notevolmente più elevato di quello attualmente in uso. Inoltre, l'Alta Definizione accantona definitivamente il formato 4:3 per proporre come aspect ratio standard il 16:9
Alcuni cartoni animati destinati all'home video, ma anche concerti e molti DVD musicali presentano il video in formato 4:3. In questo caso il DVD non viene penalizzato in qualità video perchè non è stato modificato il formato originario.
E quello dei filmati che sono nati in formato panoramico e vengono ricondotti al formato 4:3 mediante tagli e zoom del fotogramma. Il DVD con questo formato viene penalizzato in quanto non è rispettato il rapporto originale e risulta tagliato di molti particolari, quasi metà quadro nel passaggio da Cinemascope (2.35:1) a 4:3.
I filmati con questo formato mostrano sullo schermo più di quanto dovrebbero mostrare come ad esempio parti d'immagine presenti nel fotogramma originario che, secondo le indicazioni del regista, devono essere mascherate in fase di proiezione e che in queste edizioni sono invece visibili. È sempre un'alterazione del formato originale che compromette il bilanciamento del quadro d'immagine.
È il termine che comprende tutti i formati di immagine "panoramici", ovvero con il quadro che ha un aspetto più largo nel normale 4:3.
I comuni formati cinematografici fanno parte di questa categoria,quindi i film su DVD riportati in formato originale generalmente non sono in 4:3, ma in uno "aspect ratio" (fattore di forma), più allargato.
I formati widescreen più comuni sono 1.85:1 e 2.35:1. Riportando immagini di questo tipo in un TV 4:3 l'immagine stessa riempie il quadro in larghezza ma lascia delle bande nere sopra e sotto. L'immagine appare più piccola rispetto a quella ottenibile con un segnale formato 4:3; inoltre con una parte del segnale compressa dalle bande nere, l'immagine viene riprodotta con una risoluzione minore. Questo formato è preferibile per l'uso con televisori 4:3.
È un formato ideato per ovviare alle limitazioni del formato LetterBox. I segnali video vengono realizzati in 16:9 "anamorfico": questo consinste nel definire l'immagine sfruttando una maggiore quantità di linee orizzontali. In questo modo l'immagine visualizzata su un TV 4:3 comporta ovviamente un'espansione in verticale (attori più magri del normale), ma risulta perfetta sullo schermo di un apparecchio 16:9 che procederà automaticamente ad espandere orizzontalmente il segnale video.
Il formato HR HDTV (Half Resolution High Definition TV) è di 960x540 ovvero la metà della definizione FULL HD, usato da alcune emittenti televisive per trasmissioni TV. Inoltre essendo comunque un formato 16:9 l'ingrandimento in scala (upscaling) su televisori FULL HD o HD READY avviene senza distorsioni.
Il formato 720p, comunemente chiamato HD READY (cioè "pronto per l'alta definizione"), presenta una risoluzione complessiva di 921.600 pixel (1280×720) con scansione progressiva, ovvero per ciascun ciclo di trasmissione di un fotogramma (50 o 60 Hz a seconda dei Paesi) viene trasmesso l'intero quadro dell'immagine. Ogni aggiornamento coinvolge tutte le 720 linee e i 921.600 pixel dello schermo. Nel caso di schermo al PLASMA con pixel non-quadrati è HD READY anche la risoluzione complessiva di 786.423 pixel (1024x768).
Il formato 1080i presenta una risoluzione complessiva di 2.073.600 pixel (1920×1080) con scansione interlacciata, ovvero per ciascun ciclo viene trasmesso un semiquadro formato alternativamente dalle sole linee pari o dispari dell'immagine. Quindi ogni aggiornamento coinvolge 540 righe e 1.036.800 pixel.
Il formato 1080p, comunemente chiamato FULL HD, è il più recente ed equivale alla versione con scansione progressiva del 1080i, per cui ogni aggiornamento coinvolge tutte le 1080 linee e i 2.073.600 di pixel dello schermo.
L'audio mono (monofonico) fuoriesce solo dal canale centrale. Le possibilità sono due: o siamo in presenza di segnali 1.0, con le informazioni memorizzate solo sul canale centrale, oppure 2.0 con le medesime informazioni memorizzate sia sul canale destro che sul canale sinistro (dual mono): in questo caso se è inserito un decoderPro Logic verrà comunque ricavato un unico canale centrale monofonico attingendo i dati dai due canali identici.
È la stereofonia. Si tratta di un segnale 2.0 che utilizza solamente i due canali frontali. È utilizzato nei film più vecchi, durante i commenti o nei DVD musicali.
È una traccia 2.0 codificata matricialmente dalla quale un decoder Dolby Pro Logic ricostruisce con qualche limite, un canale centrale e un canale posteriore che andrà poi suddiviso sui due diffusori surround.
Caso analogo al precedente con la differenza di un canale dedicato esclusivamente alla riproduzione delle basse frequenze e indicato dal ".1".
Due casi distinti che hanno in comune il funzionamento di soli quattro canali. Il primo prevede tre canali separati per il fronte anteriore e un canale mono suddiviso sui due diffusori surround.
Il secondo prevede due canali stereo anteriori, due canali stereo posteriori e il centrale completamente muto.
Caso analogo al precedente con la sola differenza di un canale dedicato esclusivamente alla riproduzione delle basse frequenze indicato dal ".1".
Cinque canali separati e indipendenti: centrale, due frontali e due posteriori.
Caso analogo al precedente con la sola differenza di un canale dedicato esclusivamente alla riproduzione delle basse frequenze e indicato dal ".1".
Lo standard audio principale del DVD. Si tratta di una codifica che prevede una compressione del flusso digitale audio che, a fronte di un impercettibile perdita di qualità, permette di diminuire drasticamente la mole di dati necessaria. Il rapporto di compressione raggiunto è di circa 13:1. Quasi tutti i DVD recensiti presentano tracce codificate in Dolby Digital, spessissimo in 5.1 canali.
Dolby Digital indica solo l'algoritmo di compressione e non è sinonimo di codifica multicanale. Il Dolby Digital è infatti un formato scalabile ed è possibile codificare segnali a partire dal mono per arrivare al completo 5.1.
Come per il Dolby Digital, sono disponibili diverse configurazioni tra le quali le più diffuse sono il 2.0 Stereo Surround e il 5.1. Per il funzionamento dei vari canali valgono le stesse regole del Dolby Digital.
È lo standard audio utilizzato anche per i CD audio. Non è un formato compresso e occupa quindi molto più spazio di una traccia in Dolby Digital. La maggior parte di Blu-ray ed HD DVD vengono messi sul mercato con codifica audio PCM, anche se l'arrivo di nuovi codec lossless come il TrueHD e il DTS-HD Master Audio sta cambiando questa prerogativa.
Il DTS (Digital Theatre System) è la codifica surround multicanale concorrente di Dolby creata da Universal Pictures come nuovo sistema multicanale digitale DTS per il cinema e successivamente sviluppato nella versione "Home". Il primo film ad uscire dotato di colonna sonora DTS (abbinato al Dolby Stereo analogico), è stato "Jurassic Park" di Spielberg; oggi quasi ogni produzione cinematografica ha questa codifica. Il DTS è un formato opzionale del DVD. Oggi i DVD nascono con questa codifica ormai riproducibile da ogni impianto home theater.
Il Dolby Digital Plus (aka DD+ ed E-AC-3) è una codifica pensata per i supporti ad alta definizione, basata sulla tecnologia Dolby Digital, ulteriormente affinata. Il DD+ raggiunge picchi di trasmissione bit pari a circa 10 volte il normale Dolby Digital (quindi, di qualità proporzionalmente migliore) e permette l'utilizzo di ben 13 canali audio più un subwoofer contro i 5 del Dolby Digital 5.1.
Il DTS-HD è una codifica pensata per i supporti ad alta definizione. La qualità è altissima in quanto propone un segnale audio non compresso e supporta un alto numero di canali surround (fino a 8 su Blu-Ray e HD DVD, ma virtualmente il numero potrebbe essere molto maggiore).
Il DTS HD High Resolution Audio è una codifica simile al Master Audio e supporta fino a sette canali più un subwoofer, ma con un margine qualitativo minore. Viene presa in considerazione come alternativa quando non vi è spazio sufficiente per il DTS-HD Master Audio.
Il Dolby TrueHD è la codifica che compete con il DTS HD Master Audio nel campo dell'alta definizione. Assieme a quest'ultimo e al PCM sono gli unici codecs in grado di consentire una riproduzione audio senza perdita di qualità. Il TrueHD supporta fino a 14 canali, anche se sia su Blu-ray che HD DVD il massimo numero di canali utilizzati è attualmente 8.
Il THX non è una codifica ma una certificazione. La Lucas Entertainment Ltd., fondata da George Lucas (l'ideatore di "STAR WARS"), non contenta della qualità Dolby Surround, ha stabilito regole standard di qualità: chi le rispetta merita il marchio THX (Thomlinson Holman Experiment). Il marchio THX, oltre a curare la parte audio, cura anche quella video, controllando la definizione, e la saturazione dei colori, fotogramma per fotogramma.
Custodia tradizionale dei DVD, comunemente nota come "Amaray", che è il nome dell'azienda produttrice di questo tipo di custodia.
È in plastica tradizionalmente nera, ma si trova sempre più spesso in varianti colorate o trasparenti. Può contenere da 1 fino a 3 DVD. Spesso, all'interno, presenta delle clip per l'inserimento di booklet o altri inserti cartacei ed è provvista di ulteriori supporti liberi in plastica per l'alloggiamento di DVD supplementari. Per l'inserimento di due DVD, ci sono due possibilità: i due DVD possono essere collocati su ognuna delle due pareti laterali grazie ad un supporto in plastica centrale, oppure possono essere collocati sulla stessa parete grazie ad un doppio aggancio, che permette di sovrapporre parzialmente i due dischi.
Amaray più sottile, contenente 1 o 2 DVD. Viene generalmente inserita in cofanetti di cartone per formare delle raccolte.
Custodia simile ad un'amaray, ma con uno spessore maggiore, che generalmente contiene più DVD. Anche in questo caso il nome della custodia deriva dal nome dell'azienda produttrice, per l'appunto Alpha. Può essere provvista o meno di una sovracopertina in cartoncino, con apertura laterale o in alto e in basso. In alcuni negozi inglese questo tipo di custodia viene chiamata "M-lock"
Custodia costituita da un'amaray con una sovracopertina in cartoncino. La sovracopertina può avere un'apertura laterale o un'apertura in alto e in basso.
Come la custodia Slipcase, ma con la copertina metallica
Dall'inglese "to snap" (schioccare, chiudere di colpo) per la particolare chiusura laterale. Questa custodia è costituita da una porzione anteriore in cartoncino attaccata ad un supporto in plastica che serve da apertura/chiusura. Normalmente contiene un solo DVD; solo in pochissimi casi ("Ogni maledetta domenica", "JFK - Director's cut", "Shining - Serie TV") ne contiene due. Molti titoli, distribuiti anni fa dalla Warner, avevano questo tipo di custodia.
Brevettata dalla omonima ditta Burgopak, questa custodia particolare consiste in uno o due vassoi porta-DVD che scorrono parzialmente fuori da una copertina in cartoncino (l'apertura è simile a quella di una scatola di fiammiferi). I vassoi non possono essere separati dalla copertina.
Custodia sottile in plastica rigida trasparente contenente un solo DVD. Molti titoli, distribuiti anni fa dalla Columbia, avevano questo tipo di custodia.
Custodia sottile in plastica rigida trasparente contenente un solo DVD. Viene usata per CD musicali e DivX, ma raramente (es. "Die Hard 3") è stata usata anche per DVD.
È una custodia digipak a due DVD, in cui il secondo DVD alloggia in un supporto di plastica che scorre a slitta sul supporto del primo DVD.
Custodia in cartone, che può contenere uno o più DVD. Può essere provvista o meno di una sovracopertina sempre in cartoncino. La sovracopertina può avere un'apertura laterale o un'apertura in alto e in basso.
Digipak più sottile. Anche questa custodia può contenere uno o più DVD e può essere provvista o meno di una sovracopertina, sempre in cartoncino, con apertura laterale o in alto e in basso.
Confezione digipak costituita da un libro che è parte integrante della confezione.
Custodia in cartone rigido a forma di scatola con la parte superiore che si sovrappone alla parte inferiore all'atto della chiusura. All'interno i DVD alloggiano in supporti di plastica. In realtà questo termine è improprio. In inglese "custom case" indica qualsiasi custodia non "canonica", cioè fuori standard. Probabilmente qualche italiano vedendo una "scatoletta" indicata come "custom case" ha ritenuto fosse il modo in cui le chiamavano in inglese ed ha introdotto erroneamente in Italia il termine, che poi è rimasto in uso tra i collezionisti.
Custodia in cartone che si "sfoglia" come un libro, le cui pagine sono costituite da supporti in plastica dove alloggiano i DVD. È un tipo di confezione ottimale per collezioni contenenti molti dischi.
Custodia consistente in una parte esterna in metallo e in una parte interna in plastica trasparente dove alloggia il DVD.
Cofanetto in latta. Può contenere altri tipi di custodie, come amaray o digipak.
Custodia consistente in una parte esterna in metallo e un supporto interno di plastica. Meno "nobile" rispetto alla steelbook, se ne differisce per la forma a scatola e per il differente tipo di chiusura.
Libretto rilegato di 2 o più pagine che può contenere la lista dei capitoli del DVD e notizie e curiosità sul film e sul cast.
Semplice foglietto illustrativo, spesso piegato in due in modo da formare due pagine. Anche in questo caso vi possono essere la lista dei capitoli del DVD e notizie e curiosità sul film e sul cast.
Foglietto (singolo o piegato in due) contenente solo e soltanto la lista dei capitoli del DVD.
I DVD sono codificati in base alle aree del mondo in cui vengono distribuiti.
L'Europa ricade nell'area 2, insieme al Medio Oriente, al Giappone e al Sudafrica. Tramite un DVD player acquistato in Italia (marchiato area 2) potremmo allora vedere solo film acquistati a Teheran, Tokyo, Johannesburg o Baghdad, oltre ovviamente che quelli provenienti da Parigi, Londra, Berlino o ovviamente da qualsiasi città italiana, tutti riportanti l'indicazione "area 2". Ma inserendo nel cd player un disco acquistato a New York incorreremo nel famoso messaggio "errore di regione". Il perchè di queste limitazioni va ricercato fondamentalmente in due considerazioni: l'industria discografica da una parte riesce meglio a controllare la pirateria "regionale" rispetto a quella mondiale, dall'altra cerca di reintrodurre dalla finestra ciò che la tecnologia ha espulso dalla porta. Con un televisore multistandard o in PC capace di leggere tutti i formati video, per mezzo del DVD sarebbe possibile vedere tutto dovunque, senza più problemi di PAL o NTSC delle trasmissioni TV e delle videocassette, ma le limitazioni dei codici lo impediscono. D'altro canto i film non escono contemporaneamente in tutto il mondo e la possibilità di vedere a casa propria, anche se non in lingua madre, un film non ancora uscito nel cinema sotto casa avrebbe risvolti non controllabili per l'intero settore cinematografico. Tali limitazioni sono comunque oltrepassabili e ampiamente oltrepassate dagli appassionati attraverso una modifica del lettore, assolutamente legale ma che comunque, nel caso dei lettori da tavolo, invalida la garanzia, mentre nel caso dei DVD-ROM consiste spesso in un semplice aggiornamento software.
Sta per Audio Code 3, il cui nome commerciale è Dolby Digital, e indica un protocollo di compressione per segnali audio che, grazie all'attento sfruttamento dei principi di psicoacustica, permette di ottenere livelli di riduzione dei dati enormi, pur nel rispetto della qualità sostanziale del segnale originario. Questo algoritmo può essere applicato a segnali multicanale 5.1 ma anche a segnali stereo o mono.
Viene così definito il processo di compressione di immagini che abbiano un aspect ration di 1.78: o superiore, perchè si adattino al formato standard di 1.33:1 del segnale televisivo. Le immagini vengono poi espanse nel loro formato originale su un monitor a schermo largo. Artefatto-Un termine generico utilizzato per indicare ogni tipo di imperfezione visibile o udibile su un DVD, frutto solitamente di un errore di compressione.
Il rapporto fra larghezza e altezza di un televisore. I televisori più diffusi hanno un aspect ratio di 4:3. Il DVD offre aspect ratio di 4:3, letter box e 16:9.
Indica la velocità del flusso di dati che vengono scaricati dal pick-up ottico del lettore Dvd e inviati alle elettroniche di decodifica e scomposizione. Nel DVD, ovvero sia nello standard MPEG2, il bit rate è variabile da istante a istante: quello massimo è di circa 10 Mbit al secondo (vedi) mentre quello medio, per un film di circa 130 minuti, e intorno ai 5 Mbit al secondo. Alcuni lettori di Dvd possono visualizzare a video il bit rate istante per istante, dando un'indicazione del livello di compressione del film in quel punto.
Indica l'insieme delle specifiche di un determinato standard di supporto ottico. Per esempio lo standard del CD audio è descritto dal Red Book e quello del CD-ROM dallo Yellow Book. Nel caso del DVD c'è il Book A per i DVD-ROM, IL Book B per il DVD Video, il Book C per i DVD Audio (definito in versione finale solo qualche giorno fa), il Book D per i DVD-R e il Book E per i DVD RAM e RW (standard non ancora definito).
Un circuito integrato che memorizza temporaneamente le informazioni prima della loro elaborazione. Nel caso di un DVD le immagini vengono raggruppate in pacchetti sotto forma di gruppi d'immagini riunite nel buffer. Il buffer assembla l'immagine intera e la rilascia perchè venga elaborata.
Angolazioni della cinepresa: le scene che formano un film possono essere riprese da diversi punti di vista, corrispondenti ad altrettante diverse posizioni della cinepresa. Il DVD permette al regista, a sua totale discrezione, di memorizzare fino a nove inquadrature diverse. Lo spettatore potrà così selezionare la prospettiva preferita. Questa funzione conferisce un elevato livello di interattività a film, eventi sportivi e video didattici.
Ogni DVD viene criptato in base ai codici regionali della zona del mondo in cui quel DVD viene commercializzato. Il mondo è suddiviso in 6 regioni e il codice regionale di un disco DVD deve corrispondere a quello del lettore. L'Europa, insieme al Giappone, al Sud Africa al Medio Oriente, sono i paesi della cosiddetta "area 2", mentre gli Stati Uniti e il Canada formano l'"area 1".
Una scomposizione degli elementi che compongono un segnale video utilizzata nel settore professionale e consumer. Consiste in tre componenti: luminanza, Y, che rappresenta la luminosità nell'immagine, e due segnali di crominanza dati dai segnali U (R-Y) e V (B-Y), dove R e B sono le componenti rosse e blu dell'immagine. Il sistema di codifica delle immagini su DVD è component video e quindi i lettori dotati di uscite component non operano alcuna trasformazione sul segnale video. Il segnale Component Video si caratterizza per purezza e dettaglio dei colori e per un basso livello di rumore.
Il flusso costante delle informazioni che vengono fornite al decoder. Questo flusso di dati contiene tutte le informazioni necessarie per decodificare e visualizzare l'immagine.
Il decoder in senso stretto è un circuito che trasforma un flusso di dati, opportunamente pacchettizzati, codificati e/o compressi, in un segnale sempre digitale ma adatto per essere processato dal convertitore d/a e quindi amplificato e/o diffuso. Spesso per decoder si intende anche l'intero apparecchio che opera la decodifica e l'amplificazione del segnale audio multicanale.
vedi AC-3.
Sistema di codifica o di compressione del segnale che restituisce 5.1 canali separati, ciascuno in grado di coprire l'intera banda di frequenze. I 5 canali sono il destro , il sinistro, il centrale il canale effetti destro e il canale effetti sinistro. Il ".1" indica il canale dedicato alla riproduzione delle basse frequenze, il subwoofer.
Sistema attivo di decodifica di segnali codificati in Dolby Surraund. Dai segnali stereo codificati è possibile, grazie alla decodifica Dolby Pro Logic, passare a un sistema a quattro canali (destro, sinistro, centrale e surraund) non completamente distinti (resta comunque una certa diafonia tra i canali). Il sistema opera una decodifica attiva (grazie all'ausilio di un microprocessore) di un segnale stereo per localizzare la posizione dell'immagine all'interno della scena sonora, sfruttando la rotazione di fase dei vettori di segnale e sfruttando i principi di psicoacustica.
Elaborazione digitale di segnale. Questo circuito, nelle applicazioni di home theater, permette di costruire a casa propria un ambiente audio che corrisponda esattamente a quello che si vede sullo schermo. Le più classiche fra le cosiddette "ambiente" sono quelle che riproducono l'ambiente sonoro di un teatro, di uno stadio, di un night-club e di una sala da concerti. Spesso i circuiti DSP sono già inseriti all'interno degli amplificatori home theater.
Il DTS (Digital Theatre System) è la codifica surround multicanale concorrente di Dolby creata da Universal Pictures come nuovo sistema multicanale digitale DTS per il cinema e successivamente sviluppato nella versione "Home". Il primo film ad uscire dotato di colonna sonora DTS (abbinato al Dolby Stereo analogico), è stato "Jurassic Park" di Spielberg; oggi quasi ogni produzione cinematografica ha questa codifica. Il DTS è un formato opzionale del DVD. Oggi i DVD nascono con questa codifica ormai riproducibile da ogni impianto home theater.
Il formato "-" è uno dei formati disponibili di DVD. Con la dicitura "DVD-R" si intende un supporto scrivibile una sola volta dotato di capacità di 4.7GB per strato. Il formato "DVD-RW" invece presenta la possibilità di essere riscritto più volte.
Il formato "+" è uno dei formati disponibili di DVD, presenta differenze che lo rendono incompatibile con il formato "-". Nonostante questo la maggior parte dei lettori ormai supporta pienamente entrambi. Con la dicitura "DVD+R" si intende un supporto scrivibile una sola volta dotato di capacità di 4.7GB per strato. Il formato "DVD+RW" invece presenta la possibilità di essere riscritto più volte.
È il terzo formato per diffusione ed incompatibile con i formati "+" e "-". È riscrivibile più volte ed è particolarmente apprezzato in campo di editing video.
È una soluzione hardware/software di codifica di immagini e suoni secondo lo standard MPEG2 che in tempo reale converte i master digitali realizzati in studio in una sequenza di dati adatta per il riversamento su DVD e che un DVD player saprà decodificati.
In un DVD possono convivere fino a otto flussi audio contemporanei selezionabili da telecomando. Questo consente di creare agevolmente titoli multilingua su DVD che possono essere commercializzati su diversi mercati.
Unità di misura che equivale a circa un miliardo di byte e quindi a circa otto miliardi di bit. Un lato di DVD singolo strato è in grado di ospitare 4,7 gigabyte.
Il layer 0 è, in un DVD a doppio strato, lo strato estremo, quello più vicino alla lente, quello semitrasparente che permette il passaggio del raggio luminoso. Il layer 1 è quello sottostante.
Un megabit contiene un milione di bit. Megabit al secondo è un'unità di misura della velocità di elaborazione dei dati riportata alla più piccola unità del sistema binario, il bit. Un DVD Video può arrivare a un flusso di scaricamento massimo di dati di circa 10 Mbit al secondo.
Un tipo di compressione del segnale digitale, sviluppato dal Moving Pictures Expert Group, una divisione dell'ISO (International Standards Organization). Questo sistema può raggiungere come prestazioni massime 30 fotogrammi al secondo con un rapporto di compressione maggiore di 6:1 e con una risoluzione corrispondente a circa un quarto di quella dei sistemi broadcast televisivi. Il sistema è infatti troppo lento per trattare immagini di alta qualità.
È un tipo di compressione audio video digitale che restituisce fino a 30 fotogrammi al secondo con un rapporto di compressione variabile che può arrivare fino a 200:1. Per avere una qualità video broadcast si può arrivare al massimo fino a un rapporto di compressione 30:1. L'MPEG2, compatibile all'indietro con l'MPEG1, si fonda sul principio dell'eliminazione della ridondanza del segnale in fase di compressione e del suo successivo riassemblaggio in fase di riproduzione attraverso l'uso di frame I, B, P.
È la funzione che permette all'utente di un DVD di scegliere fra nove diverse prospettive dalle quali è stata girata la medesima scena di un film a patto, ovviamente, che le riprese siano fatte contemporaneamente da più punti.
Un solo DVD può contenere fino a otto tracce audio diverse. L'utente può perciò selezionare la traccia audio preferita solo premendo un tasto del telecomando.
Acronimo di National Television System Committee, è il nome dello standard televisivo adottato negli Stati Uniti.
Il sistema PAL è lo standard televisivo europeo (in Francia lo standard è il Secam).
È il rapporto degli schermi cinematografici di 2.35:1 che si ottiene proiettando pellicole 35 mm, opportunamente riprese, utilizzando lenti anamorfiche.
Acronimo di Pulse Code Modulation. Indica lo standard utilizzato per la codifica digitale di segnale audio presente per esempio su CD e DVD. I parametri che determinano la codifica PCM sono il numero di campioni al secondo memorizzati (espresso normalmente in KHz) e il numero di bit allocati per descrivere ogni campione. L'enorme capienza dei DVD permette di memorizzare segnali audio con una qualità decisamente superiore rispetto a quella del CD tradizionale. Sul DVD può infatti essere memorizzato un segnale audio PCM con una quantizzazione a 24 bit (rispetto ai 16 del CD) e una sequenza di campionamento di 96 KHz (contro i 44,1 del CD).
È l'acronimo di Reverse Spiral Dual Layer ed è la sigla che identifica i DVD con una faccia a doppio strato. I due strati vengono incisi seguendo spirali sviluppate in senso inverso: dal centro alla periferia per il livello 0 e viceversa per il livello 1, in modo tale che il passaggio da uno strato all'altro non richieda il completo riposizionamento del pick-up. Malgrado ciò, quando durante la visione di un film c'è il passaggio da uno strato all'altro, ci può essere una leggera pausa nella riproduzione di qualche frazione di secondo, dovuta alla modifica della messa a fuoco.
Il segale video digitale non compresso porta con sè molte informazioni non necessarie per ricreare immagini di alta qualità. Sono stati creati allora alcuni algoritmi di riduzione dati (compressione) che permettono, a parità di qualità del segnale, di ridurre considerevolmente la qualità di dati necessari e definire l'immagine. Uno di questi è l'MPEG2 utilizzato sui DVD.
Il THX non è una codifica ma una certificazione. La Lucas Entertainment Ltd., fondata da George Lucas (l'ideatore di "STAR WARS"), non contenta della qualità Dolby Surround, ha stabilito regole standard di qualità: chi le rispetta merita il marchio THX (Thomlinson Holman Experiment). Il marchio THX, oltre a curare la parte audio, cura anche quella video, controllando la definizione, e la saturazione dei colori, fotogramma per fotogramma. Il THX si aggiorna costantemente e le ultime versioni sono i nuovi THX ULTRA e THX SELECT.