Notte bianca di spavento,
notte nera di terrore
acqua pioggia neve e vento...
lampi e tuoni di furore.
Arriva Bem nemico del mal,
che in bocca tien mille pugnal.
Solo tre dita, due occhi di ghiaccio,
sessanta vipere sopra ogni braccio.
Dell'assassino lui fa un macello,
lo pesta a sangue con un randello.Sigla italiana scritta da: Scardelletti e Nico Fidenco
Cantata da: Nico Fidenco
Bem - Il mostro umano (
Yokai Ningen Bem) è un anime giapponese creato nel 1968 da Saburo Sakai e Nobuhide Morikawa e trasmesso, in 26 episodi della durata di mezz'ora, dalla televisione giapponese tra l'ottobre del 1968 e l'aprile del 1969.
È stato uno dei primi anime ad utilizzare tematiche tipicamente horror (possessioni, case infestate, demoni e zombies), una serie che non eccede in dettagli truculenti ma tenta di evocare l'orrore attraverso la costruzione di atmosfere notturne e opprimenti dominate da colori scuri e opachi.
Un notevole pregio (merito della regia attenta di
Jun Natsui) dell'anime è quello di costruire, nel corso degli episodi, un senso di orrore non fine a se stesso, ma che riesce a spingere il pubblico a fare importanti riflessioni, come la diversità o l'emarginazione di ciò che viene considerato come "altro" o "diverso" da noi; i tre protagonisti, infatti, nascondono sotto l'aspetto mostruoso un'etica e un senso morale superiore rispetto a quello di molti esseri umani incontrati durante le loro avventure, ma purtroppo molte volte vengono maltrattati o allontanati dalle stesse persone che cercando di aiutare per via del loro aspetto e della paura che incutono.
Proprio a causa dei suoi contenuti "forti", Bem ebbe in patria numerosi problemi per via elle proteste di gruppi di genitori, preoccupati che la serie avesse effetti negativi sui propri bambini.
Particolarmente curata è la colonna sonora dell'anime, composta da una serie di brani jazz scritti ex-novo da
Masahiro Uno, che aiutano da subito ad entrare nell'atmosfera cupa della serie, con gli arraggiamenti che spaziano da soffuse suites notturne a furiose sarabande che sembrano quasi richiamare una cerimonia di stampo "voodoo".