
Lo
Studio Ghibli oggi è la più famosa casa di produzione cinematografica di anime del Giappone (il termine "anime" deriva dall'abbreviazione di
Animeeshon, adattamento della parola inglese "animation", ovvero animazione), e insieme alla
Pixar e alla
Aardman, una delle più prestigiose e quotate al mondo.
Il suo nome si deve al
Caproni Ca.309 Ghibli, aereo italiano utilizzato durante la seconda guerra mondiale per le ricognizioni sopra il Sahara, che a sua volta aveva tratto il nome dal Ghibli, vento caldo tipico di questo deserto.
La scelta di un nome così singolare fu fatta da
Hayao Miyazaki, uno dei fondatori, grande appassionato di aviazione, come simbolo dell'entusiasmo e della determinazione che voleva trasfondere nel creare qualcosa di nuovo e sensazionale nel mondo dell'animazione del Sol Levante.
Così, dopo aver completato la lavorazione di
Nausicaa della valle del vento (1984), tratto dall'omonimo manga disegnato dallo stesso Miyazaki e pubblicato a partire dal 1982 sulla rivista "
Animage", egli fondò lo Studio Ghibli nel 1985, insieme al suo collega ed amico
Isao Takahata, con l'intenzione di creare e portare sullo schermo storie che esplorassero in profondità i sentimenti umani, mostrando una realtà più vicina alla vita quotidiana.
Tale indipendenza operativa conferì loro la possibilità di dedicarsi a ogni lungometraggio prodotto curandone ogni aspetto e dettaglio, senza mai inficiarne i contenuti e il livello qualitativo.
Dopo la fondazione dello Studio Ghibli entrano a far parte dello staff creativo
Hara Toru, con il compito di direttore, e il compositore
Joe Hisaishi, il quale realizzerà la maggior parte delle colonne sonore.
Si tratta dello stesso musicista che ha curato la gran parte dei commenti musicali dei film di
Takeshi Kitano.
Il primo film prodotto dallo studio è
Laputa: il castello nel cielo (migliore animazione del 1986), diretto da Hayao Miyazaki, il quale due anni più tardi realizza l'indimenticabile
Il mio vicino Totoro, in cui viene presentata la creatura fantastica la cui sagoma è divenuta il simbolo dello Studio Ghibli.
Sempre nel 1988 esce
Una tomba per le lucciole del maestro
Isao Takahata, uno dei capolavori assoluti dell'animazione giapponese, che racconta con crudo realismo le vicende di due bambini, i quali, dopo i bombardamenti americani sul loro paese, cercheranno di sopravvivere agli stenti e all'indifferenza della gente.
Dal 1989, insieme al successo commerciale di
Kiki consegne a domicilio lo Studio Ghibli rafforza e sviluppa la sua struttura operativa, che passa sotto il controllo di Toshiro Suzuki.
È l'inizio di una trionfale stagione produttiva, rappresentata da film campioni d'incasso in Giappone come
Ricordi a catinella (1991) e
Pompoko, la Guerra dei Tanuki dell'Era Heisei (1994) di Takahata e
Porco Rosso(1992) di Miyazaki, il cui titolo italiano è rimasto anche nelle altre lingue.
Con quest'opera l'autore celebra il suo amore per l'Italia narrando le gesta di un leggendario aviatore degli anni Trenta dal curioso volto di maiale.
Nel 1995 lo Studio Ghibli presenta
Se mi ascolti con attenzione…, un'altra opera sceneggiata da Miyazaki, ma diretta dall'ottimo
Yoshifumi Kondo, e nel 1997
Principessa Mononoke che batte tutti i record al botteghino nipponico, segnando la consacrazione definitiva del talento di Miyazaki, e l'inizio della distribuzione internazionale dei cartoni animati dello studio da parte della
Buena Vista.
Il lungometraggio, ambientato nel Giappone tardo medievale, descrive il difficile rapporto tra uomo e natura, tema ricorrente della poetica di Miyazaki che tuttavia conosce la fama internazionale piuttosto tardi con la doppia vittoria di Berlino(Orso d'Oro nel 2002) e Los Angeles (Oscar come miglior film d'animazione nel 2003) per lo straordinario
La città incantata.
Il suo mondo fantastico dominato dagli spiriti e dalla magia finalmente s'impone anche in Occidente, dove grazie alla grande ricchezza cromatica, ai disegni curatissimi e ai contenuti di grande profondità, riesce a conquistare gli spettatori di ogni età.
Il castello errante di Howl, acclamato a Venezia nel 2004, ha procurato ad Hayao Miyazaki il Leone d'Oro alla carriera l'anno successivo.
Questa importante affermazione suona anche come riconoscimento al lavoro dello Studio Ghibli, una "factory" che ha fatto crescere altri importanti talenti come
Hiroyuki Morita, autore di
The Cat Returns (2002), e come
Goro Miyazaki, figlio del grande Hayao, autore della regia del suo primo film:
I Racconti di Terramare.
Il nuovo, attesissimo film di Miyazaki padre è previsto in uscita per l'estate 2008 e si chiamerà "
Gake no ue no Ponyo" (
Ponyo On A Cliff).
Sembra che
Ponyo sia rivolto a un pubblico particolarmente giovane, raccontando la storia di una principessa pesce rosso (Ponyo, appunto, da cui il titolo), che desidera diventare umana.
Nel cercare di realizzare il suo sogno, il pesce formerà un legame affettivo con Sosuke, un bambino di 5 anni, ed entrambi si ritroveranno alla fine a guadagnare qualcosa da questa inusuale amicizia.
Il lungometraggio sarà interamente realizzato a mano, senza neppure ricorrere agli effetti digitali già visti in
La Città Incantata e in
Il Castello Errante di Howl, e i cells prodotti saranno di un numero, naturalmente, mai visto prima d'ora.
La decisione di Miyazaki di non ricorrere al contributo, seppur minimo, del computer, su cui sembra che il regista riflettesse da tempo, è legata probabilmente al tono generale del racconto, volutamente vicino ai bambini.