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Serie: Ghost In The Shell

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photoGhost in the shell (in originale giapponese “Kookaku Kidootai”, traducibile letteralmente in italiano come: "Gruppo Tattico Mobile Armato") è il titolo di un anime realizzato nel 1990 e diretto da Mamoru Oshii, che è universalmente considerato una pietra miliare nella storia dell’animazione (non solo giapponese) e un punto di riferimento per la fantascienza di ispirazione cyberpunk.

L’anime è liberamente tratto da un manga di Masamune Shirow (“Appleseed”, “Dominion Conflict”) in cui iper – tecnologia e religione si fondono sviluppando una visione dell’animo e della natura umana tanto complesse quanto affascinanti, ispirate da un saggio strutturalista di Arthur Koestler,
Il fantasma dietro la macchina”.

Secondo Shirow l’anima o il “ghost” (termine introdotto dallo stesso Koestler) è del tutto simile a un software e la stessa biologia può essere considerata come una forma complessa di tecnologia.
Gli esseri umani, per mezzo della tecnologia, riescono a collegare il proprio cervello all’interno di una “rete” attraverso terminali esterni oppure grazie a delle implementazioni situate nel proprio cervello: in questo modo riescono liberamente a condividere non solo informazioni ma anche propri pensieri.
La possibilità di una “connessione” totale dei cervelli umani e la nascita di “intelligenze” artificiali sono il presupposto di una vera e propria rivoluzione del concetto di ”identità” .

Questa concezione, di matrice chiaramente “cyberpunk” trasse ispirazione dall’opera di un altro scrittore, William Gibson, che è il padrino assoluto di questo nuovo modo di intendere la fantascienza.
Shirow però preferì soffermarsi su problematiche etiche e, in particolare, sulle conseguenze che può generare la fusione tra umanità e tecnologia, espresse attraverso i conflitti interiori della protagonista, il poliziotto – cyborg Motoko Kusanagi, e dei suoi simili, che trovano difficoltà nel riuscire a definire la propria identità.

Il primo film animato di Ghost in the Shell, rispetto al fumetto, approfondisce in maniera più accurata questi temi, riuscendo in particolare a creare delle atmosfere quasi mistiche, perfettamente incastonate all’interno di una cornice futuristica di grande impatto, grazie anche alle musiche di Kenji Kawai che crea per l’occasione delle composizioni che spaziano dall’ambient elettronico a cori dal sapore ritualistico di grande impatto.

I personaggi dell'anime sono molto più complessi di quelli caratterizzati da Shirow e perdono totalmente quella vena ironica e divertente datagli dall’autore giapponese nel manga, mentre la trama, per necessità di durata, si concentra principalmente sul Marionettista, mettendo da parte le altre sottotrame del fumetto.

Tecnicamente esso rappresentò un punto di svolta nel modo di fare animazione e venne lodato soprattutto per essere riuscito a miscelare senza soluzione di continuità animazione classica e computerizzata.

Al primo lungometraggio seguirono successivamente una serie televisiva e un secondo film d’animazione.

La serie televisiva “Ghost in the Shell: Stand Alone Complex” è composta da due stagioni e richiama maggiormente atmosfere action e fantapolitiche; ha una trama indipendente rispetto al primo film, sebbene i personaggi siano gli stessi.

Il secondo film d’animazione “Ghost in the Shell: Innocence (L'attacco dei Cyborg)”, prodotto nel 2004 da Production I.G. ( la stessa casa di produzione del primo film e della serie tv) con i suoi 20 milioni di dollari di costo, può essere considerato un vero e proprio kolossal dell’animazione.

Innocence” fu presentato a Cannes nel 2004, riscuotendo grandi consensi da parte della critica, soprattutto per la qualità eccellente dell’animazione; tuttavia solo nel 2006 vedrà una distribuzione italiana col nome “Ghost in the Shell: l’attacco dei Cyborg” seguita poi dalla messa in vendita sul mercato, oltre che del relativo dvd, dell’antologia di video musicali “Ghost in the shell: Innocence – Music Video Anthology”.

La regia di questo secondo capitolo cinematografico fu nuovamente affidata a Mamoru Oshi, mentre alle musiche venne riconfermato Kenji Kawai.