Devillady (in America e Giappone meglio conosciuto col nome “
Devilman Lady”), rappresenta un altro tassello della saga di “
Devilman”, ideata e disegnata dal maestro
Go Nagai ( ricordiamo che a questa saga appartengono anche titoli come “
Mao Dante” , “
Violence Jack” e “
Amon”, sebbene per quest’ultimo Nagai ricopra esclusivamente il ruolo di sceneggiatore).
Composta da 17 volumi (ed in seguito ripubblicata in un edizione “di lusso” di 9 volumi), usciti in Giappone tra il 1997 e il 2000 per la casa editrice Kodansha, questo seinen manga (fumetti rivolti ad un target giovanile compreso tra i 18 e i 30 anni e caratterizzati da trame adulte e forte componente sessuale) è arrivato anche in Italia, pubblicato dalla casa editrice “D-Visual”.
Anche i lettori italiani hanno potuto così leggere le gesta di
Jun Fudo, insegnante di un liceo giapponese, che si trasforma in un essere tanto potente quanto feroce e sensuale ( la “Devil Lady” appunto) il cui compito sarà quello di fermare le orde di devilbeast (esseri bestiali completamente privi di razionalità e spinti esclusivamente dai propri istinti) e il cui destino si collegherà indissolubilmente a quello del grande protagonista di “Devilman”, Akira Fudo.
Il manga rappresenta una “summa” dei temi più cari a Go Nagai: dimensioni parallele che finiscono col sovrapporsi, riferimenti alla Bibbia e ad altre religioni occidentali e orientali, azione, splatter, erotismo e citazioni della “
Divina Commedia” di
Dante Alighieri, da sempre la lettura preferita dell’autore (tanto che ne farà una personale versione a fumetti, pubblicata anche in Italia sempre dalla D-Visual)
L’
anime di Devil Lady, pur se tratto dal manga, se ne discosta totalmente, sia nella trama che nella caratterizzazione dei personaggi: Jun Fudo è infatti in questo caso una modella e la continuity con “Devilman” viene spezzata, tanto che la storia di “Devillady” si muove in maniera del tutto autonoma rispetto al proprio “fratello maggiore”.
Se ciò da un lato può deludere chi desiderava vedere su piccolo schermo le avventure della “diavolessa” in una trasposizione più fedele al manga di Nagai, dall’altro può risultare interessante dare uno sguardo a questa libera rilettura che riprende, sebbene in maniera personale, alcuni spunti di riflessione tipicamente nagaiani: la crescente consapevolezza del proprio potere da parte della protagonista, il conflitto fra il suo lato umano e la sua controparte demoniaca ed infine l’erotismo, che assume però forme meno “violente” rispetto al fumetto.