
L'animazione cominciò a prender piede in Russia sotto gli zar, con
Ladislaw Starewicz che realizzava le sue animazioni usando esoscheletri di insetti morti e creando storie e racconti con il loro movimento:
Strekoza i muravej (La cicala e la formica) e
Aviacionnaja nedelja nasekopmych (Gli insetti volanti), entrambi del 1911, ne sono i primi esempi.
Dopo la rivoluzione però , tutta la produzione cinematografica cambiò di significato e assunse un nuovo valore.
Quando nel '22 si formò l'Unione Sovietica infatti, Lenin innalzò il cinema al primo posto tra tutte le arti, dichiarando che era quella più importante, probabilmente per la sua superiore capacità di comunicazione, capace di una presa più immediata e diretta sulle masse analfabete.
In quello stesso anno Stalin fu nominato segretario generale della commissione centrale e venne istituito l'ufficio soviet che come compito aveva il controllo censorio su ogni tipo di produzione e materiale artistico: due avvenimenti che ovviamente fecero tutt'altro che facilitare la libera circolazione delle idee.
Malgrado ciò il cinema d'animazione, anche se come prodotto di nicchia e decisamente auto-referenziale, continuò ad esistere e intraprese la via dell'avanguardia, come dimostrano per esempio: "
Soviet Toys" , del 1924, che viene considerato in assoluto il primo cartone animato sovietico, e una puntata della serie animata "
Kino-Pravda", dedicata all'allora recente scomparsa di Lenin.
Il 1924 fu anche l'anno in cui il Futurismo Russo conobbe la sua massima espressione grazie a
Yakov Protazanov, famoso per i suoi film visionari e spettacolari, tra cui "
Aelita: Queen of Mars", celebre per aver ispirato a sua volta un altro conosciutissimo film, "
Interplanetary Revolution", diretto a sei mani da
Nichelai Khodataev,
Zenon Komisarenko e
Yuri Merkulov.
"
Interplanetary Revolution" è realizzato per metà con animazione tradizionale - ossia tavole disegnate, tagliate e montate - e per la restante metà con animazione fatta a mano.
Nel film è chiaro come non ci sia nessuna volontà di produrre evasione; al contrario: si mette in atto una satira pungente e violenta che richiama molto i caricaturisti politici nella Germania di Weimar.
Il lungometraggio è ambientato nello spazio e una pistola gigante spara incessantemente contro i malvagi capitalisti, con la benevola benedizione di Lenin, ritratto separatamente dentro un enorme schermo.
Il periodo della sperimentazione però non durò a lungo: non risulta infatti alcuna produzione di questo come di altri generi dopo il 1935.
Quello che prese il posto del radicalismo estetico fu il Realismo Socialista promosso da Stalin, che favorì una produzione che si può considerare come la controparte russa dello stile di Walt Disney.
La versione disney-sovietica fu ben rappresentata da
Ivan Ivanov-Vano, che si ispirò ad alcuni animali disegnati da Disney riproducendoli con colori forti e violenti e che per gli appassionati del genere è ancora oggi ricordato per "
The Snow Maiden", del 1952, cartone animato che che può essere interpretato come una specie di "sinfonia" distorta del celebre
Biancaneve e i sette nani.
Nel film il protagonista è un chiacchierone che torna da un viaggio e chiede alla sua bella di cantare insieme alcuni brani di musica jazz; appena iniziano, però, gli uccelli del bosco piombano su di lei privandola delle vesti. "Questa favola ha una morale", suggerisce il viaggiatore, "e non solo per i chiacchieroni".
L'animazione sovietica è poi mutata ancora: negli anni '50 si diffuse uno stile molto semplice e lineare nei disegni e diventò via via più scura e aggressiva nel corso dei decenni successivi.
C'è quindi tutto un mondo da scoprire in questa produzione, che è espressione di una cultura incredibilmente ricca e varia, piena di simbolismi e sorprese.