Lamù è un manga, pubblicato in Giappone tra la fine degli anni '70 e la seconda metà degli anni '80 per l'editore Shogakukan, da cui è stata tratta una lunga serie televisiva e ben sei OAV.
La serie televisiva approdò anche in Italia intorno ai primi anni '80 su alcune reti locali, e riscosse un notevole successo presso il pubblico italiano.
Il titolo originale del manga e dell'anime è Urusei Yatsura, un simpatico gioco di parole: "urusei" è una versione colloquiale di "urusai" che in giapponese significa: "rumoroso/fastidioso" e si usa generalmente come esclamazione per zittire qualcuno che disturba; "yatsura" è anch'essa una forma colloquiale più o meno equivalente di "quei tizi".
Nel titolo "urusei" è scritto con gli hiragana (tipo di caratteri dell’alfabeto giapponese) "URU" seguiti dal kanji (ideogramma) che si pronuncia "SEI" ma che può significare anche "corpo celeste", nel senso sia di "stella" che di "pianeta"; quindi si può intendere anche come "Pianeta URU".
Unendo le due cose ne deriva quindi che "Urusei Yatsura" si può leggere sia come "quei tizi rumorosi" , sia come "quei tizi del pianeta Uru".
L' autrice del fumetto da cui è tratto l'anime è
Rumiko Takahashi, famosa per aver creato altre serie di enorme successo come "
Ranma", "
Maison Ikkoku" e, più recentemente, "Inuyasha", oltre che opere di grande spessore come "La stirpe della Sirena" o alcune storie brevi raccolte in celebri antologie come "
Rumic World".
La trama di Lamù ruota attorno all'improbabile storia d'amore fra Lamù, principessa degli Oni (una sorta di demoni giapponesi), e Ataru Moroboshi, un terrestre tanto sfortunato quanto donnaiolo.
Lamù viene "vinta" da Ataru dopo aver superato una gara, e finisce con l’innamorarsi perdutamente del giovane il quale, invece, è perennemente combattuto fra il ricambiare l'amore della conturbante aliena o continuare a dare la caccia alle altre donne.
Le storie del fumetto hanno una struttura episodica che si esaurisce nel corso di un solo volumetto, assumendo ora toni comici, grotteschi ora velatamente poetici o follemente surreali, nel tipico stile della Takashi, capace di regalarci anche una galleria di personaggi indimenticabili: ricordiamo ad esempio il monaco buddista Sakurambo e sua nipote Sakura, sacerdotessa shintoista, in perenne conflitto tra loro ( accomunati però da una fame che ha poco di umano) oppure i genitori di Ataru che rappresentano in chiave parodistica le nevrosi della classica famiglia giapponese.
La serie animata riprende la struttura episodica e autoconclusiva del manga e anche nei repentini cambi di atmosfere tra un episodio e l'altro dimostra di tener in grande considerazione il lavoro svolto dall'autrice.
L’anime di Lamù venne prodotta tra il 1981 e il 1986 da Kitty Films e Fuji Television con la collaborazione dello Studio Pierrot, il celebre studio d’animazione che ha prodotto serie storiche come “
L’Incantevole Creamy” , “Magica Magica Emi”, “E’ quasi magia Johnny/Orange Road” e, in tempi più recenti, “G.T,O.”, “Saiyuki” e “
Naruto”.
Tra i registi va assolutamente ricordato
Mamoru Oshii, vera e propria leggenda dell’animazione giapponese che ha diretto lo storico anime “
Ghost in the shell” e scritto il soggetto per “
Blood – The Last Vampire”.
Dall'autunno del 1983, fino al 1985 vennero trasmessi in Italia i primi 109 episodi, col titolo “Lamù, la ragazza dello spazio”.
Dall'inverno del 1988 vennero trasmessi altri 43 episodi, con un differente adattamento e doppiaggio, col titolo “Superlamù”.
Nel 2004 la serie venne replicata col titolo “Mi hai rapito il cuore, Lamù”.
Curiosità: Nel corso degli episodi di “Lamù” vengono resi una serie di “omaggi”:
• un episodio è la parodia di “ Dieci Piccoli Indiani” di
Agata Christie.
• un altro episodio è organizzato come un episodio di
“Ai confini della realtà”• in un episodio si cita per immagini “Rocky Joe”, un altro celebre manga e anime.
• in un episodio si cita “Ken il Guerriero” in un combattimento fra il gatto Kotatsu e un compagno di classe somigliante a Kenshiro.
• in un episodio si vede “Nausicaa nella valle del vento”
• in un altro episodio, durante una festa in maschera, i partecipanti indossano maschere satiriche di celebri personaggi della fantascienza quali
E.T,
Alien e Mazinga.