
Patlabor viene ideato inzialmente da Masami Yuki: quando non era ancora un mangaka affermato, era solito chiedere ad amici e colleghi cosa si aspettavano di nuovo dal mondo dell'animazione.
Masami voleva rivoluzionare il settore dell'animazione robotica abbandonando il modello degli invincibili robot che oramai numerosi popolavano gli anime, e creare robot più realistici inseriti in un contesto più vicino al nostro, alleggerendo inoltre la serie con spunti umoristici.
Condividendo questo suo punto di vista, gli altri artisti del gruppo Headgear,
Yutaka Izubuchi (mecha designer),
Kazunori Ito (sceneggiatore),
Akemi Takada (character designer) e Mamoru Oshii (regista), si unirono a Yuki lavorando per cinque anni sul progetto, che avrebbe visto finalmente la luce nel 1988 con la pubblicazione del manga e di una prima serie OAV.
Più in là, sfruttando il successo riscosso, sarebbero usciti una serie televisiva, un'altra serie OAV e tre film, per non contare l'ampia produzione di videogiochi, modellini e giocattoli legati alle serie...
Patlabor, al contrario di molte altre serie robotiche, non si incentra sui combattimenti tra labor (che comunque sono presenti), propone invece i robot come frutto di una tecnologia non molto più avanzata della nostra: delle semplici macchine il cui uso, per via delle capacità ancora limitate, può essere sfruttato solo in un numero ristretto di campi come quello delle costruzioni o dell'industria.
La narrazione si sofferma infatti in gran parte sulla vita quotidiana dei protagonisti, conferendo a questi un certo spessore e fornendo allo stesso tempo uno spaccato della società e una descrizione completa delle complesse vicende che fanno da scenario alla serie, in particolare il Progetto Babylon e la lotta delle varie compagnie per il dominio del mercato dei labor.
Costantemente percorsa da una vena di sottile umorismo e potendo beneficiare di un cast di personaggi ottimamente caratterizzati, la serie si pregia anche della regia del grande
Mamoru Oshii, allora non ancora famoso come oggi.
Per certi versi, quest'opera è piuttosto simile alla lunga saga di
Gundam... ma questa è un'altra storia…