Rocky Joe (
Ashita no Joe - letteralmente "
Joe del domani") è un manga pubblicato dalla Kodansha negli anni che andarono dal 1968 al 1973 (in Italia è stato stampato invece a partire dal 2002 dalla Star Comics) scritto da
Asao Takamori (con lo pseudonimo di
Ikki Kajiwara) e realizzato graficamente da
Tetsuya Chiba.
Dal manga sono stati tratti due anime televisivi (il primo nel 1970, a manga ancora in corso di stampa, composto da 79 episodi, il secondo realizzato nel 1980 e composto da 47 episodi).
La prima serie Tv del 1970, realizzata dalla Mushi Production (fondata da
Osamu Tezuka) conta sulla regia di
Osamu Dezaki e la produzione del grande
Ikki Kajiwara (che aveva scritto i testi del manga).
I primi 12 episodi della seconda serie sono un riassunto dell'ultima parte della prima: un riepilogo che fu reso necessario dai quasi dieci anni che sono passati tra le due produzioni.
La seconda serie si intitola
Ashita no Joe II (in Italia
Rocky Joe, il campione) e fu realizzata dalla Tokyo Movie Shinsha sotto la direzione di
Osamu Dezaki e con
Yutaka Fujioka in veste di produttore.
Oltre a
Osamu Dezaki, nello staff c'è anche la bravissima
Akio Sugino come sakkan e chara design (il compito del "sakkan" è quello di supervisionare e ritoccare tutti i disegni preparati in studio, in modo che l'episodio abbia un carattere uniforme e sembri realizzato dalla stessa mano).
Nel 1980 fu anche realizzato un film:
Rocky Joe, l'ultimo round.
Il manga è in assoluto uno dei più amati in Giappone, ed è considerato una delle pietre miliari della storia del fumetto nipponico.
Tetsuya Chiba e
Asao Takamori non sono famosi comunque solo per questo capolavoro ma hanno regalato al pubblico altre opere che sono rimaste nel cuore degli appassionati.
Chiba, infatti, ha dato vita ha "
Ore wa Teppei!" ("
Io sono Teppei!") e a "
Ashita tenki ni naare" ("
Tutti in campo con Lotti").
Asao Takamori, conosciuto anche come
Ikki Kajiwara, ha creato opere storiche come "
Tiger Mask" (
L'uomo tigre) e "
Kyojin no Hoshi" ("
Tommy la stella dei Giants").
L'animazione della prima serie di
Rocky Joe, pur essendo non fluidissima, considerando i pochi frame, risulta impreziosita dalle linee cinetiche e dal tratto molto marcato che caratterizza tutto l'anime.
Dezaki, qui in una delle sue prime esperienze da regista, compie un grande lavoro pur usando per la serie uno stile molto asciutto e semplice.
Da notare anche la partecipazione di altri due grandi nomi del gotha dell'animazione giapponese:
Yoshiyuki Tomino (il papà di
Gundam 0079) che curò con maestria la regia dei singoli episodi e
Shingo Araki ("
Lady Oscar", "
Atlas Ufo Robot", i "
Cavalieri dello Zodiaco") che rivestì (insieme ad
Akio Sugino) il ruolo di sakkan, ovvero di "direzione dell'animazione"
Tutte le sequenze, seppur abbastanza lente, sono curate nei minimi particolari mentre alcune sequenze si muovono solo illusoriamente grazie alle linee cinetiche o ai movimenti della camera.
Con questo metodo si sopperiva alla mancanza di molti frame necessari all'animazione e si conferiva ad un cartone un aspetto godibile senza ricorrere al rotoscopio o al superlavoro degli animatori (che avrebbe richiesto tempi molto più lunghi).
Curiosità:- In Italia fu dato all'anime il titolo di
Rocky Joe probabilmente in onore al pugile Rocky Balboa, protagonista della celebre serie di film, Rocky , a quei tempi molto popolari.
- La serie fu trasmessa per la prima volta su Rete 4 nel 1982, in fascia pre-serale.
- In Giappone, dopo la morte di uno dei protagonisti principali del manga, fu organizzato un vero e proprio funerale, a cui parteciparono centinaia di persone.